Variante di Valico. Emergenza frane. Legambiente: “Intervenga il ministro”

Variante di Valico. Emergenza frane
ROMA . “Le notizie circolate in questi giorni sulla Galleria di Ripoli della Variante di Valico, con gli impatti sempre più evidenti della frana sulle abitazioni e, addirittura, la possibilità che la stessa galleria diventi tra pochi anni inutilizzabile, evidenziano una situazione tanto delicata quanto pericolosa, su cui il Governo deve intervenire”.

Così il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, esprime preoccupazione per la situazione della Variante di Valico, che interessa il tratto di A1 tra Bologna e Firenze.
Si tratta di un’opera discussa per moltissimi anni – ricorda Legambiente – che vide nella progettazione il coinvolgimento della Società dell’ex Ministro Lunardi, e che fu approvata nel 2001 dal governo Berlusconi attraverso un provvedimento che cancellava larga parte delle osservazioni della Commissione nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale.
In questi giorni, i tecnici di CNR e Ispra coinvolti dal Prefetto, hanno infatti confermato i rischi legati alla frana e evidenziato un possibile collasso dell’intero versante. “Ma ancora più rilevante, a quanto si apprende dai giornali – prosegue Legambiente – è la perizia dell’impresa Toto Costruzioni, depositata in Procura, nella quale si sostiene che la pressione della frana abbia già modificato di alcuni centimetri l’assetto dell’opera, e che nel corso degli anni renderà del tutto inutilizzabile l’autostrada che corre dentro la galleria”.
Per l’associazione ambientalista anche questa vicenda dimostra quanto sia importante il ruolo della valutazione ambientale delle opere, e quanto sia stata nefasta l’operazione di totale svuotamento operata con la Legge obiettivo.

“Il ministro dell’Ambiente Clini deve intervenire per dare certezze ai cittadini interessati da un fenomeno franoso legato ai cantieri che si sta rivelando ogni giorno più pericoloso. Ma il governo deve anche fare chiarezza su una vicenda paradossale, perché – aggiunge Zanchini – se veramente gli effetti nel tempo potrebbero essere tali da portare alla chiusura della nuova autostrada ancor prima che sia completata, ciò rappresenterebbe una vera beffa per il Paese dopo anni di discussioni sul progetto. Al contempo – ha aggiunto Zanchini – diventa quanto mai urgente realizzare una riforma delle procedure di valutazione e monitoraggio ambientale, dopo i danni della propaganda sulle grandi opere di questi anni, che consenta di ristabilire trasparenza, indipendenza e serietà per queste fondamentali fasi di verifica e approvazione dei progetti, come avviene in tutti i Paesi europei”.

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