Domenica, 04 Novembre 2012 22:04

Perché Grillo non va in tv? Perché è la tv che va da Grillo

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ROMA - Ormai siamo in presenza ai una vera e propria “ grilleide”. Ogni giorno ce la dobbiamo sorbire a dosi più o meno grandi.

Anche quando tace si parla di lui. Dotti dibattiti, editoriali, commenti, confronti, interviste e chi più ne ha più ne metta. Lui no n è mai presente ma la sua assenza èpp assordante. Nei media, sia carta stampata che televisione, la sua immagine, la sua volgarità, la sua voglia di distruggere tutto ciò che gli capita fra le man  incombe su di noi, cittadini che leggono e guardano.  E’ vero, in coscienza nostra che potremmo fare uno sciopero di lettura e mandare a carta quarantotto per esempio la pubblicità che è la fonte vitale. Oppure non pagare il canone per la rai visto che ci avviciniamo alla fatidica scadenza. Ma verremmo rimproverati di  attaccare la libertà di stampa, l’autonomia del’informazione, pilastro della democrazia. Potremmo replicare che è una pilastro della democrazia finché con la democrazia noin entra in contrasto ma la diatriba rischerebbe di occupare altre paginate, altre interviste, altri commenti. A noi sembra che un signore che vuole affrontare i problemi del Paese e di come vuole affrontare questi problemi non parli mai, non meriti grande spazio.Una notizia e via sarebbe ciò che si merita. E’ vero che si tratta di un “ fenomeno” che irrompe nella vita dell’Italia, sonnacchiosa, degradata, corrotta, disoccupata, con i ricchi più ricchi e i poveri più poveri, i lavoratori e i pensionati sempre in ballo per pagare per gli errori, le devastazioni prodotte da lor signori, direbbe Fortebraccio. Allora di questo si discuta e si guardi attentamente a ciò che Grillo propone. Fa notare Eugenio Scalfari che “ il programma di Grillo resta un mistero”  salvo che “ vuole mandare a casa tutti i politici di qualunque partito a casa, o meglio in galera perché,  e cita il leader di  5 stelle  perché “ cazzo, hanno rubato tutti e sono tutti ladri”. Monti “ è un rompicoglioni che affama il popolo e Napolitano gli tiene bordone”.  Lui, il Grillo, usa i peggiori argomenti del peggior maschilismo, il punto G, la goduria sessuale per richiamare all’ordine una giovane consigliera comunale di 5 Stelle che si è permessa di comparire in televisione. Solo lui deve comparire .

Un inutile dibattito fra politologi, esperti, editorialisti

E il dibattito fra gli esperti prende quota. Perché non vuole che altri all’infuori di lui parlino in tv.” Parlino,  per lui il confronto è una parola che non conosce. Perché questo è il punto. Sjul quale dotti commentari sviluppano le loro ardite e sofferte tesi, si dividono su chi dice che Grillo fa bene, la televisione corrompe e chi invece dice che in fondo qualche ragione ce l’ ha. Chi osa dire che fa male, che è un segno di autoritarismo, che  non si può impedire, in particolare a chi è eletto in una istituzione, di dire la sua, di presentarsi in televisione, confrontarsi con chi la pensa direttamente. Lo dice anche la Parietti, dando una lezione a tanti politologi. Grillo ha  capito una cosa : che il giornalismo ormai è uno giornalismo straccione. Si divide fra chi vede in lui un motivo di spettacolo , un modo per alzare l’ascolto e chi, per convinzione politica, si schiera con lui e guarda caso, come fa Paolo FClores d’Arcais, dice apertamente che voterà Renzi perché scassa il Pd e lo manda a farsi sfottere e voi voterà  Grillo perché scassa tutto, a partire da Renzi. Insomma tutto fra brodo, fra “grilliamo” pur di impedire al centrosinistra di andare al governo. Anche i duri e pur, finta sinistra, consapevole o in buona fede, fanno parte del gruppo. Cos- fanno capire- la sinistra ritroverà la sua originale purezza. Ma troverà anche tante macerie  e la purezza scomparirà. Grillo ha capito tutto questo. Non va in tv e non vuole  che ci vadano i suoi perché è la tv che va da lui:.E da lui solo, senza con fronti, a ruota libera e se un giornalista cerca di fargli una domanda lo caccia a male parole. Ced ne ha offerto una prova Santoro che ha regalato  una ventina di minuti in apertura di “ Servizio pubblico”al comico genovese.

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