Domenica, 06 Gennaio 2013 12:13

Il prof predica male e razzola peggio

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ROMA - Si presenta, baldanzoso, allo scranno , impugna twitter, la  sua assistente , una badante, quasi fosse un ‘offesa, la definisce un commento lo guarda un po’ preoccupata.

Ma lui, un anziano che fa finta di essere un giovane che usa l’informatica come un tempo gli scriba usavano la penna d’oca, imperterrito è pronto a rispondere ad ogni domanda , anche la più imbarazzante. In verità se la cava bene: Le domande che gli arrivano sono circa duemila. Il senatore Monti risponde solo a una quindicina, scelte da lui. E non risponde nulla. Ci scusiamo due cose le dice: la prima cosa che farebbe se diventasse capo del governo sarebbe una nuova legge elettorale che  è una nefandezza. La seconda è che  anche se maggioranza dialogherebbe con tutti, direbbe no solo a una governo non riformatore. Partiamo da questa  risposta. Un giorno prima in una intervista aveva detto che non avrebbe fatto il ministri di alcun governo,intendendo un possibile governo Bersani, facendo capire che non lo avrebbe appoggiato se non avesse avuto la maggioranza  la Senato. Ora dice che direbbe no solo a chi non fa le riforme. Tradotto: direbbe sì a un governo Bersani che ha nel suo programma, nella Carta di intenti le riforme con l’obiettivo della crescita e dell’uguaglianza. Un passetto avanti ma con Casini che dice “ se Bersani non ha la maggioranza anche al Senato” si levi dalla testa di fare il premier restano molti dubbi.

La “scelta civica” per impedire al centrosinistra di governare


 In particolare quello che il vero obiettivo della “ scelta civica” di Monti per l’Italia sia  di impedire al centrosinistra di assumere la presidenza del Consiglio. Non pensiamo che Monti e soci possano pensare di diventare maggioranza alla camera e al senato, stante i sondaggi che stabilmente collocano le tre liste fra il 12  e il 14% Per questo pensiamo che il senatore a vita predichi male, nel senso che non fa gli interessi del Paese. Veniamo alla prima risposta, quella sulla legge elettorale. Intanto il governo poteva mettere una parolina in più, poteva esercitare i suoi poteri per dare una spinta al cambiamento del porcellum. Come è noto, dovrebbe esserlo anche a Monti,  è il Parlamento che deve approvare la riforma. Il governo dei tecnici aveva una maggioranza come mani era avvenuto nella storia repubblicana che perlomeno poteva tentare. Perché Non l’ha fatto? Una risposta maliziosa è che conveniva anche alla “ società civile” montezemolmontiana una legge che, appunto, poteva bloccare chi vince con il voto del Senato. Malizia a parte però una osservazione si può fare. E’ vero che la legge è una “nefandezza”. Ma c’è chi ha cercato di correggerla comunque, facendo  partecipare i cittadini, gli elettori alle primarie sia per scegliere il candidato premier della coalizione, sia per le candidature alla Camera e al Senato.


Riunioni in gran segreto per formare le tre liste montiane


 La coalizione del centrosinistra ha dato a Monti  e ai suoi alleati una bella lezione di democrazia. Il professore chiudendo la sua giornata su twitter ha detto che doveva andare a preparare le liste. Sacrosanta verità. Le liste vengono preparate in riunioni segrete, in conventicole tenute in conventi, appunto, di suore. Anche a Palazzo Chigi, trasformato in sede di partito dove alle ore più impensate il premier dimissionario convoca Casini, Fini, i collaboratori di Montezemolo che si gode le vacanze, un po’ defilato. Anche Olivero, ex presidente Acli, non si fa vedere molto. C’è nel ruolo di esaminatore dei candidati, Bondi, come si fa quando si deve assumere qualcuno nelle aziende. Tutto qui. Non potevano fare le primarie o qualche forma di consultazione degli elettori, perlomeno quelli vicini ai partiti che costituiscono l’alleanza, partiti professore si chiamano così, che candida Monti? La “ società civile”, tanto richiamata come partecipa? Non c’è risposta. O meglio una c’è siamo tornati al partito azienda, con Bondi nel ruolo di selezionatore. Insomma la legge  che si chiama “porcellum” così diventa ancora più indegna. Già visto con Berlusconi. Repetita non iuvant.

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