Giovedì, 30 Ottobre 2014 12:32

Caritas. Aumenta la richiesta di aiuto, crescono i disoccupati

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MILANO - Cresce ancora il numero degli italiani in situazione di difficoltà che si rivolgono ai centri d'ascolto Caritas. Dal 2008 (con l'inizio della crisi) al 2013 l'incremento è stato del 23,5% : «Se fino a pochi anni fa gli italiani erano attorno al 25 per cento di chi chiede il nostro aiuto, ora siamo a una percentuale superiore al 30», commenta don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana. Davanzo parla alla presentazione del Rapporto sulle povertà della diocesi di Milano, presentato questa mattina nella sede dell'ente in via san Bernardino.

Un altro dato che emerge è l'aumento rilevato dei disoccupati di lungo periodo, che dal 2008 sono cresciuti del 74,4%. «Sono persone che fanno fatica a tornare nel mercato del lavoro e a uscire dal sistema di assistenza Caritas», spiega Elisabetta Larovere, del gruppo di ricerca dell'Osservatorio diocesano. 

I disoccupati troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un nuovo lavoro rischiano di diventare poveri cronici, secondo il rapporto, e infatti tra coloro che si rivolgono ai centri d'ascolto tre quarti sono di una fascia di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Il 68,4% dei richiedenti aiuto sono stranieri e il 60,6% donne, ma entrambi i dati sono scesi del 3% rispetto al 2012: in particolare le donne dal 2008 sono calate del 9%. Tra gli stranieri i principali paesi di provenienza sono Marocco, Perù, Romania, Ecuador e Ucraina, con un calo rispetto al 2012 di peruviani (-14,3%) e ucraini (-19,5%). 

Nel complesso «assistiamo a un certo incancrenimento dello stato di bisogno delle famiglie, nel senso che le famiglie che si trovano in uno stato di difficoltà non ne vengono fuori velocemente come succedeva negli anni passati», spiega Davanzo. Cambia anche il tipo di richieste da parte di chi si rivolge a Caritas: «Sono per cose che ben difficilmente possiamo offrire, ovvero casa e lavoro», continua Davanzo. «Molte persone addirittura smettono di venire a bussare alle nostre porte perché sanno che queste cose non riusciamo a offrirle, o chiedono solo un aiuto alimentare o economico per far fronte alle spese per le utenze e all'affitto». Per il direttore di Caritas «questo è motivo di preoccupazione, perché assistiamo a un certo atteggiamento di sconforto e di rinuncia a lottare e a cercare soluzioni».

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