Giovedì, 30 Ottobre 2014 21:19

St. Paul's Voice Centre of Uganda ed EveryOne Group vincono un'altra sfida di civiltà

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Nelle foto: Patrick Leuben Mukajanga (St. Paul's Voice Centre of Uganda). Roberto Malini, l'ex europarlamentare Viktoria Mohacsi, Dario Picciau (EveryOne Group). Nelle foto: Patrick Leuben Mukajanga (St. Paul's Voice Centre of Uganda). Roberto Malini, l'ex europarlamentare Viktoria Mohacsi, Dario Picciau (EveryOne Group).

KAMPALA -  "Caro Roberto, cari amici di EveryOne Group," scrive il grande attivista ugandese Patrick Leuben Mukajanga, Premio Makwan 2013, "noi e voi, insieme, abbiamo combattuto una difficile battaglia per la dignità e la vita di N.S. e oggi possiamo dire che abbiamo vinto.

Ho appena parlato con lei, che è felice, perché le è stato riconosciuto lo status di rifugiata nei Paesi Bassi. Ora la seguiremo finché riceverà asilo politico, ma un grande passo è stato compiuto, un grande rischio è stato scongiurato". N.S. è una giovane lesbica ugandese, fuggita nei Paesi Bassi nel 2013 a causa della persecuzione cui era sottoposta da parte della famiglia, dei vicini di casa e delle autorità. Dopo una manifestazione per i diritti LGBT, cui N.S. aveva partecipato, chiedendo giustizia sociale e uguaglianza, è stata arrestata e accusata di "promozione dell'omosessualità". Le leggi ugandesi sono molto severe nei confronti degli omosessuali, mentre sono tolleranti verso gli omofobi. N.S. ha subito minacce, insulti, abusi e torture. Quindi ha scelto di lasciare l'Uganda. In un primo momento l'ufficio immigrazione dei Paesi Bassi le ha negato protezione internazionale e l'ha destinata alla deportazione. In quel terribile frangente, N.S. si è rivolta al St. Paul's Voice Centre of Uganda e a EveryOne Group, che iniziavano a comunicare con le autorità dei Paesi Bassi, con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite sui Rifugiati, con Il Parlamento europeo, il Consiglio d'Europa e la Commissione europea. Lanciavano appelli e fornivano al governo dei Paesi Bassi testimonianze e prove della persecuzione contro N.S. Le autorità dei Paesi Bassi rivedevano la loro decisione e il caso si riapriva ed era soggetto a nuova valutazione, fino alla decisione di ieri, che rappresenta una grande vittoria dei diritti umani, della civiltà e di quell'Unione europea che nacque da un sogno di progresso morale, sociale e culturale. Negli ultimi due anni, lavorando insieme, il St. Paul's Voice Centre of Uganda ed EveryOne Group hanno affrontato più di trenta casi di rifugiati gay destinati a deportazione dall'Unione europea, ottenendo sempre - a volte "all'ultimo secondo" - il rispetto del loro diritto all'accoglienza, alla protezione e all'asilo. Ricordiamo le parole che l'ex Commissario europeo per i diritti umani Thomas Hammarberg trasmise all'inizio del 2012 agli stessi difensori dei diritti umani che hanno salvato N.S. dalla deportazione: "Voi siete l'anima e il cuore dell'Unione europea, perché essa non avrebbe alcun senso se non rispettasse la propria Carta dei Diritti Fondamentali. La vostra missione è vitale per tutti noi, che vi siamo grati oggi e lo saremo per sempre".

 

 

Last modified on Sabato, 01 Novembre 2014 09:55

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