Mercoledì, 26 Novembre 2014 20:23

Matrimoni Gay. Procura di Udine, i prefetti non possono annullare trascrizioni

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UDINE - I prefetti non possono annullare le trascrizioni dei matrimoni omosex, ci vuole l'intervento di un giudice, lo ha stabilito la Procura di Udine. Quindi, la cancellazione delle nozze gay celebrate all'estero dal registro del Comune "non vale", nemmeno a Bologna. Lo annuncia oggi, dalla sua pagina Facebook, il presidente dell'Arcigay di Bologna, Vincenzo Brana, citando un post della Rete Lenford, avvocatura per i diritti Lgbt.

Secondo la Procura di Udine, scrive Lenford, "il prefetto autonomamente non ha e non aveva compiti ''sostanzialmente'' abrogativi. Nè poteri di cancellazione, che spettano per legge solo all''Autorità giudiziaria". Di più’, "la circolare del ministro dell'Interno Angelino Alfano prima, e l'intervento del prefetto poi, non appaiono corretti sotto il profilo giuridico, perché vanno a ledere prerogative e compiti della procura della Repubblica secondo l'articolo 75 dell'ordinamento giudiziario", si legge ancora nel post. Per la legge italiana, insomma, "il dominus dello stato civile è e resta il sindaco le cui prerogative possono essere corrette solo attraverso un procedimento giurisdizionale ad opera del giudice". L'intervento di cancellazione operato dal prefetto friulano, dunque, "non appare conforme a legge: ne deriva che i ricorrenti sembra abbiano ragione". Infatti, continua la Procura, la legge conferisce al prefetto precisi poteri sui registri dello Stato civile "ma non legittima ne'' ammette un ruolo così autoritario e di simile ''prevaricazione'' del prefetto, quale quello nel caso di specie".

La sentenza di Udine darebbe quindi ragione quindi anche al sindaco di Bologna, Virginio Merola, e al segretario generale del Comune di Bologna, Luca Uguccioni, che più volte hanno insistito sulla necessità dell'intervento di un giudice per cancellare le unioni omosessuali già registrate a Palazzo D''Accursio. La prefettura di Bologna, in ogni caso, dopo aver mandato una lettera al primo cittadino, intimandogli di fermare la registrazione, non risulta abbia compiuto altri passi, come invece e'' accaduto a Udine. Oggi, comunque, la decisione della Procura friulana, è giudicata come una vittoria da Arcigay, che qualche giorno fa aveva organizzato una mini manifestazione in piazza Roosevelt a Bologna, per fermare eventuali decisioni del prefetto Ennio Mario Sodano. "Se mi annulli non vale. È un gioco sporco, una mossa sleale, un odioso atto di potere. Ed è  illegittimo. Ve lo avevamo detto con Julio Iglesias, ora ve lo dice anche la procura", conclude infatti Brana’’.

Arcigay: Alfano fuorilegge, si dimetta

"Il pronunciamento della Procura di Udine e'' la sottolineatura di un gravissimo abuso di potere". Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta a caldo le motivazioni con cui la Procura di Udine ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute da Rete Lenford nell''esposto contro l''annullamento delle trascrizioni dei matrimoni same sex celebrati all'estero. "Come abbiamo sempre sostenuto - prosegue Romani- l'atto di imperio di Alfano e dei prefetti è illegittimo, fuorilegge. Oggi e'' anche la Giustizia a metterlo in chiaro e a prendere per l''orecchio il Ministro e il suo prefetto, che evidentemente o non conoscono la legge o la trasgrediscono in nome di un''omofobia che attraverso i canali istituzionali vogliono far diventare ''di Stato'' e che dinanzi all'opinione pubblica chiamano, paradossalmente, legalita''". Invece, aggiunge Romani, "il ministro Alfano è inciampato proprio nella Legge, quella di cui si professava difensore. E forse scopre per la prima volta che la legge e'' uguale per tutti, perciò se noi per riscattarci dalle ingiustizie che subiamo quotidianamente dobbiamo ricorrere ai tribunali, anche lui, se ritiene ingiuste le trascrizioni dei nostri matrimoni, dovra'' fare altrettanto. Una cosa che un uomo di Stato dovrebbe non solo conoscere ma professare. Invece Alfano ha usato il suo ruolo e gli strumenti che quel ruolo gli mette a disposizione per fare esattamente il contrario e per perseguitare coppie di gay e lesbiche sulla base delle sue personalissime convinzioni". "Un fatto, insomma, di estrema gravita'', che deve portare Angelino Alfano a dimettersi immediatamente dal suo incarico di governo, sollecitato da un Presidente del Consiglio che vorremmo vedere almeno imbarazzato. Questo accadrebbe oggi in un Paese normale", conclude Romani. (DIRE)

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