Martedì, 13 Gennaio 2015 15:11

Ue, limitare e proibire la coltivazione di Ogm. Soddisfazione di Legambiente

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ROMA - Soddisfazione di Legambiente per il via libera finale dell’Europarlamento alla direttiva che consentirà ai paesi membri dell’Ue di limitare o proibire la coltivazione di ogm sul territorio nazionale anche se questi sono autorizzati a livello europeo.

“E’ un importante passo avanti rispetto alla situazione attuale e alla pozione del Consiglio adottata lo scorso giugno - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Intanto, però, per salvaguardare l’agricoltura italiana va subito prorogato il decreto di divieto di coltivazione degli ogm attualmente in vigore nel nostro paese e appena la nuova direttiva entrerà in vigore bisognerà attivare subito la procedura di recepimento nazionale”.

L’entrata in vigore della nuova direttiva è prevista per marzo-aprile  2015. Con la sua applicazione, il divieto di coltivazione di ogm autorizzati può avvenire per ragioni socioeconomiche, di uso dei suoli, di pianificazione territoriale, di contaminazione transgenica di altre coltivazioni, di politica agricola e di politica ambientale. In quest’ultimo caso, purtroppo, solo per valutazioni “distinte e complementari” rispetto alla valutazione di rischio ambientale che compete esclusivamente all’EFSA. Si tratta della conseguenza del non aver modificato la base giuridica della direttiva passando - come chiedeva il Parlamento - dall’attuale articolo 114 (mercato interno) al 192 (ambiente) del Trattato.

Tuttavia, si introduce finalmente la clausola di revisione - entro due anni dall’entrata in vigore della nuova direttiva - della procedura di valutazione del rischio ambientale, in modo da colmare le sue attuali lacune dell’attuale sistema di autorizzazione comunitaria degli ogm.

“Contrariamente a quanto previsto inizialmente dal Consiglio -  aggiunge Cogliati Dezza - con la nuova direttiva il paese che deciderà di vietare la coltivazione transgenica potrà farlo sempre, anche in caso di opposizione dell’impresa biotech. Inoltre, il divieto di coltivazione è possibile anche per un ogm autorizzato e in qualsiasi momento del periodo di autorizzazione, mentre nella posizione iniziale del Consiglio il divieto era possibile solo nei primi due anni di autorizzazione”.

Gli Stati membri non hanno più l’obbligo di chiedere direttamente alle imprese biotech di modificare l’area di coltivazione dell’ogm già autorizzato per ottenere il divieto di coltivazione sul loro territorio nazionale. La Commissione continuerà a svolgere un ruolo centrale anche per questo particolare aspetto della procedura di autorizzazione, facendo da tramite con l’impresa biotech richiedente l’autorizzazione, che non ha alcun potere di rifiuto della richiesta di divieto.

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