Mercoledì, 18 Febbraio 2015 12:19

Nuovo Isee, pronti ad azioni legali se il governo non interviene sulle borse di studio Featured

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ROMA - Le associazioni per la tutela  dei disabili, tra cui il ‘Coordinamento Disabili Isee No Grazie’ hanno  vinto il ricorso presentato al TAR rispetto alle modifiche introdotte  nel nuovo modello di calcolo dell’Isee.  

Infatti, Utim, Anmil e Fand hanno infatti presentato un ricorso contro il decreto che definisce il nuovo modello di calcolo dell’Isee - num 159/13 -  che nel suo quarto articolo comprende, tra le voci comprese nell’Isee  anche le provvidenze economiche erogate dallo Stato a sostegno della  disabilità. Il TAR  ha quindi, nella sua sentenza, dichiarato in parte illegittimo tale articolo.

“Ma, come denunciato da LINK  - Coordinamento Universitario già un mese fa  - afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK - gli  assegni statali a favore dei disabili non sono gli unici redditi esenti  da imposte introdotti per la prima volta nel computo dell’Isee. Anche  la borsa di studio è tra quelli. Come  già denunciato questo porterà gravi svantaggi per gli attuali idonei  alla borsa che potrebbero vedersi una riduzione dei servizi o  addirittura rischiano l’esclusione dal beneficio della borsa.”

“Come  LINK - aggiunge Campailla - ci siamo mossi fin da subito all’interno  degli atenei tramite interlocuzioni con gli enti per il diritto allo  studio e con gli assessori alla cultura delle diverse regioni. Ma questo  potrebbe non bastare data la grande disomogeneità delle situazioni: in  alcune Regioni ad esempio la soglia per il percepimento della borsa di  studio non potrà essere innalzata in quanto già prossima ai limiti di  legge. Il  Governo deve, quindi,  immediatamente risolvere la situazione tramite  un intervento di correzione al decreto, altrimenti ci riserviamo, come  organizzazione a tutela degli studenti, di intervenire per vie legali  come già fatto dalle associazioni a tutela dei disabili. “

Ma i pasticci del Governo nella redazione del nuovo modello Isee non finiscono qui. L’intento, di certo condivisibile, di  inserire una procedura di controlli sulla reale situazione patrimoniale  di chi richiede una prestazione agevolata impone che l’Isee venga  validato tramite il passaggio dall’Inps, danneggiando tutti quei  soggetti, come coloro che non sono cittadini italiani ed altri che non  in possesso di codice fiscale, che si ritroveranno a non poter compilare  l’Iseeu ( ora accorpato all’Isee ). Gli  studenti stranieri che fanno richiesta di compilazione dell’ Iseeu nei  nostri atenei sono  nell’ordine delle migliaia: essi si troveranno da un  momento all’altro senza tutele se questa situazione non verrà  immediatamente risolta. 

“La  nostra battaglia - conclude Campailla  - per mettere le pezze alle  gravi mancanze di questo decreto continua ormai dalla sua entrata in  vigore. Dalle procedure negli atenei per evitare un incremento della  tassazione studentesca, alla tutela dei borsisti e degli studenti  stranieri. Non retrocediamo di un passo nella difesa dei diritti degli  studenti, in particolare quelli delle fasce più deboli colpite da questo  decreto.”

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