Mercoledì, 29 Aprile 2015 17:42

Agromafie. Pizzo su vini doc, business da 15,4 mld Featured

Scritto da
Rate this item
(0 votes)

ROMA - Il business dell’agromafia ha raggiunto i 15,4 miliardi di euro nel 2014 attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, o con il cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il blitz dei carabinieri del comando provinciale di Catania culminata nell'esecuzione di 15 ordini di custodia cautelare per attività illegali come l’imposizione del pizzo per “servizi di guardiania” ad alcune delle principali aziende vitivinicole attive tra Randazzo e Castiglione di Sicilia, nel Catanese, sotto la minaccia di tagliare i filari delle viti in caso di mancato pagamento. Proprio per contrastare questi fenomeni la Coldiretti ha promosso la Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”  con il procuratore Giancarlo Caselli alla guida il Comitato Scientifico della Fondazione. La criminalità  – sottolinea Coldiretti – controlla in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, dello zucchero, del vino, della farina, del pane clandestino, del burro e della frutta e della verdura. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente.  Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – continua la Coldiretti - compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. La criminalita' organizzata che opera nelle campagne incide piu' a fondo nei beni e nella liberta' delle persone, perche', a differenza della criminalita' urbana, puo' contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili ed attivabili. Si tratta dunque di lavorare - conclude la Coldiretti - per il superamento della situazione di solitudine invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio, ma anche incentivando il ruolo delle associazioni di rappresentanza attraverso il confronto e la concertazione con la pubblica amministrazione, perché la mancanza di dialogo costituisce un indubbio fattore critico nell'azione di repressione della criminalità.

Last modified on Mercoledì, 29 Aprile 2015 17:42

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Opinioni

Andrea Camilleri, “contastorie” per sempre

Andrea Camilleri se ne è andato, a 94 anni,  mentre un suo racconto, l’ennesimo, era appena uscito in libreria e mentre si era appena spenta l’eco televisiva dell’ottava replica del...

Sandro Marucci - avatar Sandro Marucci

Leggere i dati sull’economia. La storia dell’ESM raccontata dall’interno. Sovran…

Pochi giorni fa è stato diffuso dall’ESM, uno degli enti che è stato protagonista assoluto della storia economica contemporanea, un libro che ripercorre quanto avvenuto negli ultimi anni. Safeguarding the euro...

Amerigo Rivieccio - avatar Amerigo Rivieccio

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]