Mercoledì, 06 Maggio 2015 21:35

Un appello per fermare il massacro nel Mediterraneo Featured

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ROMA - Un lungo elenco di associazioni attive nel mondo del volontariato internazionale ha reso pubblico in queste ore un appello alle istituzioni per fermare le stragi nel Mediterraneo. Le ultime decisioni delle Istituzioni europee sono un'operazione di maquillage mal riuscita, che rischia di causare molte altre morti.

E' il massimo che i capi di Governo riuniti nel consiglio europeo straordinario sull'immigrazione del 23 aprile sono stati capaci di fare.

L'APPELLO

Fermare le stragi

Noi associazioni e reti di volontariato internazionale, attive nella promozione della pace, il rispetto reciproco e i diritti umani, lanciamo un appello alle Istituzioni nazionali ed internazionali per cambiare la rotta delle politiche attuali sull'immigrazione, che stanno causando la morte e la sofferenza di migliaia di persone. Il 19 aprile scorso oltre 800 migranti sono morti nel canale di Sicilia nel tentativo di raggiungere le coste dell'Europa. E' solo la più grave delle numerose stragi che attraversano il Mediterraneo e che testimoniano il fallimento delle politiche nazionali e comunitarie di governo delle migrazioni: anni di chiusura delle frontiere, di controllo dei mari, di respingimenti illegittimi, di detenzioni arbitrarie, di violazioni dei diritti umani non hanno affatto fermato gli arrivi dei migranti in Europa, pur essendo stati al centro dell'impegno pubblico a livello politico, normativo e anche finanziario. Nei fatti, il più efficace strumento di lotta all'immigrazione "irregolare" è la facilitazione dell'ingresso legale sul territorio sia dei migranti economici che delle persone bisognose di protezione internazionale. Nessuna legge può fermare chi rischia la propria vita nel proprio paese e fugge da guerre e persecuzioni.

Il diritto di arrivare e di chiedere asilo

La "Fortezza" Europa mette a rischio ogni anno la vita di migliaia di persone. E' indispensabile:

 - facilitare l'ingresso "legale" nell'Unione Europea per motivi di lavoro e di ricerca di lavoro;

 - aprire immediatamente corridoi umanitari che consentano ai profughi di giungere in Europa senza dover mettere a rischio la propria vita;

 - varare un'operazione europea che abbia come unico obiettivo la salvezza delle vite umane grazie alle attività di ricerca e soccorso in mare;

 - sospendere il Regolamento Dublino III e abolire l'obbligo di presentare richiesta di asilo nel primo paese di arrivo; - sospendere gli accordi esistenti con i paesi che non offrono adeguate ed effettive garanzie del rispetto dei diritti umani;

 - predisporre un programma di accoglienza dei profughi coordinato a livello europeo destinandovi risorse adeguate.  La stipula di nuovi accordi con paesi terzi dovrebbe essere subordinata alla garanzia del diritto di asilo, al divieto di espulsioni collettive e all'impegno al rispetto del principio di non-refoulement. 

Noi associazioni attive nel movimento del volontariato internazionale, riconoscendo i diritti umani per tutti e ripudiando qualsiasi forma di intolleranza e discriminazione, non accettiamo che le politiche nazionali ed europee causino la morte di migliaia di persone in cerca di un futuro migliore. Per questo lanciamo un appello alla comunità internazionale ed alle istituzioni europee affinchè si agisca al più presto per cambiare rotta.

L'appello è stato firmato da oltre 50 organizzazioni di tutto il mondo. Per l'Italia, da Legambiente, Lunaria, Youth action for Peace, Associazione InformaGiovani e IBO

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