Lunedì, 26 Ottobre 2015 23:15

Scuola. 17 novembre studenti in piazza per reclamare il diritto allo studio Featured

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ROMA - Il 17 novembre la Rete della Conoscenza (network promosso da Unione degli Studenti e Link Coordinamento Universitario) promuoverà una giornata di manifestazioni studentesche in tutta Italia, in occasione della giornata internazionale dello studente promossa dall’Obessu (network dei sindacati studenteschi europei).

Vogliamo tutto #pertutti, privilegi per nessuno”: gli studenti attaccano le politiche inique e regressive del Governo, chiedendo di ripartire dal diritto allo studio, dalla garanzia di un reddito di base e dalla democrazia.

“Gli studenti medi torneranno nelle piazze contro un Governo che per un anno ha promesso una nuova legge nazionale per il diritto allo studio ma che nella legge di stabilità non ha previsto nemmeno un euro sul tema, legittimando di fatto le drammatiche disuguaglianze che affliggono il nostro Paese” - dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti - "Nelle scuole stiamo già boicottando l’applicazione della legge 107 attraverso le pratiche contenute nel manuale della scuola ribelle. Rivendichiamo un’Altra Scuola che, oltre il diritto allo studio, riparta da: un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio dell’autonomia scolastica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica.

“Come gli studenti medi, anche noi universitari riteniamo inaccettabile l’inesistenza di una risposta politica alla necessità di garantire il diritto allo studio. Il Governo non prevede nuove risorse per le borse di studio universitarie, nonostante le carenze storiche del sistema e del nuovo processo di esclusione messo in atto dalle nuove modalità di calcolo dell’Isee” - dichiara Alberto Campailla, Portavoce nazionale di Link - Coordinamento Universitario - “Questa Legge di Stabilità sembra essere aria fritta per il mondo dell’Università e della Ricerca: una gigantesca presa in giro a partire dal tema del precariato e del reclutamento di nuovi docenti, ridotto al torneo internazionale per 500 docenti e all’assunzione di 1.000 ricercatori, numeri del tutto insufficienti e che dimostrano come la misura non sia affatto risolutiva del problema. Vogliamo che si riparta dalla nostra proposta della Nuova Università, per aprire una discussione propositiva condivisa con tutte le componenti della comunità accademica per cambiare radicalmente il sistema universitario, ponendo al centro il suo ruolo sociale e rendendolo realmente di tutti e per tutti

Renzi, con la Legge di stabilità, conferma il carattere iniquo e neoliberista delle sue politiche. Il taglio delle tasse sulla prima casa, i 2 miliardi di tagli alla sanità, le misure di contrasto alla povertà assolutamente marginali e inefficaci, il regalo agli evasori fiscali con l’innalzamento della soglia del contabile, sono uno schiaffo rispetto alle reali necessità del Paese.” - tuona Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza - “Non si vuole rispondere alle reali necessità del Paese, preferendo risposte inique ed elettoraliste e basate su un inasprimento drammatico della repressione. Gli studenti hanno le idee chiare per cambiare il Paese e l’Europa a partire dal diritto allo studio, il reddito per una vita degna e la democrazia. Vogliamo tutto per tutti: basta privilegi, basta garantire i profitti per i poteri forti del nostro Paese!

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