Martedì, 17 Maggio 2016 18:28

In Italia un esercito di badanti, ma mancano gli infermieri Featured

Scritto da
Rate this item
(0 votes)

ROMA - Quella dell'assistenza agli anziani, e piu' in generale dell'assistenza domiciliare, e' ormai un'emergenza italiana: a prendersi cura di 2,5 milioni di anziani non autosufficienti, un terzo dei quali vive da solo, c'e' quasi esclusivamente un esercito di 830mila badanti, spesso in nero, spesso senza o con pochissima preparazione specifica, mentre il servizio sanitario e il welfare territoriale latita.

E' l'allarme emerso durante il convegno "Misericordia a domicilio. Le cure domiciliari, paradigma di una 'carita' in uscita' e di un modello innovativo di welfare", promosso dall'Istituto superiore di sanita' (Iss), dalla Caritas e dal Centro per la pastorale familiare della diocesi di Roma. I numeri sono eloquenti, ha spiegato Giuseppe Milanese, presidente Operatori sanitari associati (Osa): l'assistenza domiciliare e' mediamente di 22 ore l'anno, e solo per mezzo milione di anziani, mentre dovrebbe essere almeno di 8 ore a settimana. In Germania arriva addirittura a 28 ore a settimana. "Tra Francia, Germania, Spagna e Inghilterra siamo il Paese che fa meno. Da noi l'assistenza primaria e' ancora un miraggio". Da qui, ha sottolineato Milanese, secondo quanto riportato dalla Sir, la richiesta di "regole e una regia unica. Serve un sistema intorno a un tavolo che faccia una legge sull'assistenza primaria mettendo all'interno di un sistema la medicina di base, la farmacia dei servizi, le strutture sociosanitarie e l'ospedale". Senza regole, conclude, "si rischia di mettere in piedi in sistema a delinquere". 

D'accordo anche don Andrea Manto, direttore del Centro per la Pastorale familiare della diocesi di Roma: "Servono regole certe, univoche per tutto il territorio nazionale. Basti pensare che la differenza nell'assistenza domiciliare tra nord e sud e' 10 a 1. Davvero troppo. E' importante che nell'anno del Giubileo della Misericordia ci poniamo il problema di contrastare la solitudine e le disuguaglianze. Bisogna mettere in rete i servizi socio-sanitari, che peraltro potrebbero portare posti di lavoro, mettendo insieme i privati nel sociale, le imprese innovative, il no profit, il volontariato". Un modello analogo a quanto successo per affrontare la sfida dell'Aids, come ricordato da Stefano Vella dell'Iss: "In 30 anni sono morte a causa dell'Aids 40 milioni di persone", ma oggi "si puo' curare" anche grazie al lavoro "di sistema" fatto in questi anni. "E' una sfida che si puo' vincere - conclude don Manto - e che si deve tentare, perche' l'invecchiamento e' un fenomeno da affrontare con un cambio di passo, leggi chiare, una maggior copertura sul territorio, la verifica degli esiti e della qualita' delle cure".

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Opinioni

Sinergie nella «Silicon Valley italiana». A Roma un nuovo «polo aggregativo» tr…

La Formazione Professionale incontra il mondo scolastico,  imprenditoriale, ecclesiale, sindacale e politico

Greta Crea - avatar Greta Crea

"Le parole ribelli" di Susi Ciolella. Recensione

Strofe precise che pesano come pietre ma che trasudano di grande umanità. Sono quelle di Susi Ciolella che esce con il suo secondo libro di poesie, dal titolo “Le parole ribelli”...

Sara De Leonardis - avatar Sara De Leonardis

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]