Martedì, 12 Luglio 2016 15:14

Ambiente: traffico illecito di fanghi, 6 arrestati in Lombaria Featured

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Legambiente: “Lo smaltimento illegale dei rifiuti rimane un’emergenza nazionale. Dopo la legge sugli ecoreati, per rendere più incisivo il contrasto all’illegalità ambientale, si attivi un’azione di formazione che coinvolga tutti gli attori  e si istituisca una grande polizia ambientale che metta a sistema le migliori esperienze già in campo”

“Ancora una volta, grazie al delitto di attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti approvato nel 2001 e al prezioso lavoro dei Carabinieri per la tutela dell’Ambiente, oggi è stato possibile sgominare un imponente smaltimento illegale di rifiuti in Lombardia. Gli arresti di questa mattina dimostrano tra l’altro come il ciclo illegale dei rifiuti rimanga uno dei settori prediletti dalla criminalità ambientale, un fenomeno diffuso anche al Nord Italia e uno dei più pericolosi in grado di danneggiare i territori, la salute dei cittadini e le imprese serie. Ora grazie alla nuova legge che introduce i delitti ambientali nel codice penale, approvata nel maggio del 2015, si può punire chi inquina e rendere più incisiva l'azione di prevenzione e contrasto dell’illegalità ambientale. Ma per una corretta e migliore applicazione di questa legge, è importante mettere in campo un’azione di formazione che coinvolga tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali, dai magistrati alle forze dell’ordine e ai tecnici dell’Arpa, e procedere alla costituzione di una grande polizia ambientale sempre più strutturata e diffusa sul territorio che faccia tesoro delle migliori esperienze maturate dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato negli ultimi decenni. Inoltre è fondamentale approvare in tempi brevi i decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali. Solo così si potrà stroncare il fenomeno della criminalità ambientale attiva in tutto il Paese”, così dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente. 


Quella dello smaltimento illegale dei fanghi in agricoltura è una vera piaga per la Lombardia: sono destinati all’agricoltura quasi metà delle oltre 800.000 tonnellate di fanghi prodotte dai depuratori lombardi e altre 400.000 tonnellate sono quelle importate da altre regioni. Un grosso business per un comparto che si è sempre opposto, anche per vie legali, ad ogni tentativo di mettere ordine nel settore da parte di Regione Lombardia. Tutto ciò nonostante i problemi e le ricorrenti proteste di cittadini e agricoltori confinanti con gli appezzamenti in cui vengono sparsi i fanghi, a causa degli odori molesti e delle problematiche ambientali che questa attività determina. “Ci conforta sapere che le autorità di polizia svolgono un’azione di controllo, ma siamo sicuri che molte attività illecite sfuggono alle indagini, considerata l’enormità dei quantitativi di liquami smaltiti nei campi coltivati – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Restiamo convinti che i fanghi di depurazione, di qualità controllata e possibilmente sottoposti a trattamenti preventivi di compostaggio, possano e debbano diventare una risorsa per migliorare la fertilità dei suoli coltivati”.

Per Legambiente il sistema dei controlli deve essere un’attività trasparente di routine amministrativa senza che ci si affidi solo all’attività della polizia giudiziaria. Per questo è necessario che l’attività di lavorazione dei fanghi si svolga con modalità certe, ad opera di imprese dal curriculum impeccabile: esattamente il contrario di quanto avviene ancora oggi in Lombardia.

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