Lunedì, 06 Febbraio 2017 17:35

Migranti. L’Italia e la Ue giocano sulla vita delle persone

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ROMA - Nei primi giorni di febbraio, abbiamo assistito con crescente preoccupazione ad una sequenza di annunci e decisioni che indirizzano la politica migratoria dell’Italia e dell’Unione Europea in una direzione opposta a quella auspicata da Interosos e dai principali attori umanitari.

Prima il varo, da parte del ministero degli esteri italiano, di un Fondo per l’Africa sganciato da qualsivoglia logica strutturale di sviluppo ed esplicitamente destinato al contenimento dei flussi nei paesi di transito. Poi l’accordo Italia - Libia che rilancia il Trattato di amicizia siglato nel 2008 da Berlusconi e Gheddafi per bloccare le partenze dalle coste libiche, in un contesto in cui i diritti umani dei Migranti sono oggi probabilmente ancora più a rischio di dieci anni fa. Infine, il vertice dei leader dell’Unione Europea a La Valletta che oltre a sostenere le decisioni italiane, rilancia la centralità dell’accordo Ue - Turchia e del modello “soldi in cambio del blocco delle frontiere”

Quello cui stiamo assistendo è un gioco spregiudicato nel quale l’Unione Europea, in nome di calcoli di corto respiro, sta smarrendo la bussola dei propri principi fondamentali. Un gioco ipocrita nel quale il riferimento marginale al rispetto dei diritti umani si scontra con la realtà di paesi, a partire dalla Libia, segnati da violazioni continue, generalizzate e totalmente fuori controllo dei principi basilari del diritto internazionale. “Prima di firmare certi accordi - dichiara Kostas Moschochoritis, Segretario Generale di INTERSOS - vorremo invitare i leader dell’Unione europea a visitare i centri di detenzione dei paesi che stanno finanziando o di leggere alcune testimonianze di Migranti che hanno dovuto subire le cure delle forze di sicurezza locale. Forse ne uscirebbero cambiati”. 

A morire, in questo gioco spregiudicato e ipocrita sulla pelle delle persone, è il valore centrale dell’aiuto umanitario, la tutela della dignità umana, così come l’obiettivo più profondo della cooperazione allo sviluppo, il sostegno alla crescita economica e sociale attraverso la solidarietà tra i popoli e l’integrazione tra culture e realtà diverse. Principi che consideriamo ancora la base di un’efficace gestione dei fenomeni migratori e che ci impegniamo a rilanciare nella nostra azione quotidiana.

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