Lunedì, 18 Luglio 2011 14:34

La Hunziker e il bodyguard “che non fa male alle mosche”

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RAVENNA - Non vi sono molte alternative: o la Hunziker si è sbagliata quando ha assunto il suo “bodyguard” Federico, il 26enne che - stando alle dichiarazioni della soubrette svizzera - “non farebbe male a una mosca”; oppure chi si è sbagliato è il neo nazistello che, se le cose stanno come afferma l’ex moglie di Ramazzotti, ha completamente  mancato la sua professione.


Come faccia, infatti, “un ragazzo che non farebbe male ad una mosca”, a svolgere efficacemente un mestiere in cui - anche facendo i debiti scongiuri - prima o poi potrebbe capitargli di dover assestare due sonori ceffoni a qualche male intenzionato rimane, indiscutibilmente, misterioso. Ma, ancor di più, il mistero s’infittisce al pensiero della povera Hunziker che, a causa di uno stalker, è costretta a pagare uno stipendio (adeguato al rischio), ad un ragazzo di buona famiglia che, se dovesse servire, avrà bisogno lui di chi lo difenda dai “cattivi”.

Anche questi sono i misteri del mercato che, grazie all’incontro della domanda con l’offerta, consentono ad un inerme ragazzotto qualsiasi di trasformarsi nella “brutta copia” di Kevin Costner e coronare il suo sogno di entrare, seppur da comparsa, nel dorato e inarrivabile mondo della “Whitney Houston” di turno.

La verità, però, forse, è un’altra... e si nasconde - come sempre - tra le pieghe delle molte finzioni e delle “ipocrita” e altrettanto falsa etica, propria del cosiddetto star system o meglio, per dirla con Debord, dell’intera “società dello spettacolo”.

E' credibile, infatti, che l’ex moglie di Ramazzotti non sapesse dei trascorsi neo nazisti della sua guardia del corpo; ed è altrettanto plausibile, che ignorasse - come noi, del resto - il vero significato, poi evidenziato dalla rivista tedesca “Bild”, del tatuaggio sulla spalla destra del giovinetto in cui “un pugno bianco”, simbolo del “White Power”, campeggia sull’inequivocabile scritta: “Intolleranza”.

Ma come si fa, dopo averlo licenziato per motivi di opportunità, (in Germania l’essere aderente o, semplicemente, simpatizzante di gruppi neo nazisti è ancora giudicato in malo modo dall’opinione pubblica), a riassumere il bodyguard Federico solo perché sul tatuaggio sono spuntate un rosa e una farfalla che hanno coperto il “pugno bianco”?
Come se bastassero una rosa e una farfalla a “cancellare” l’aberrazione di un’idea malsana; di un passato di morte e distruzione e di “violenza”, non foss’altro verbale, di chi quest’idea professa!

Certo, a tutti va concessa una “seconda possibilità”, ha ragione la Hunziker. Ma, per favore, non così in fretta! Qualche segno di ravvedimento, dalle sue esecrabili convinzioni, al di la delle modifiche al tatuaggio, sarebbe gradito. Non tanto a noi ma, vista la delicatezza del suo ruolo e della sua professione, a tutti quelli che dovessero incontrare il bodyguard in questione nell’esercizio delle sue funzioni.

Un segno di ravvedimento - su cui non “scommettiamo” - ma che, non sarebbe male, venisse anche dagli “amichetti” del bodyguard Federico. Quei militanti di Forza Nuova che, ieri mattina, hanno cercato di consegnare all’ex moglie di Ramazzotti, rose rosse e una copia dello “Statuto dei Lavoratori”, mentre indossavano magliette con su stampato il principio di uguaglianza contenuto nell’articolo 3 della Costituzione italiana.

Ci fa piacere, infatti, constatare che i “nipotini” di chi per vent’anni ha conculcato le libertà democratiche in mezzo mondo, oggi abbia sposato la “ragione” e si difenda dai soprusi grazie alle conquiste del movimento democratico e socialista eppure, scusateci tanto, continuiamo non fidarci di voi... e ci fidiamo poco anche di chi, troppo velocemente, vi ha offerto “fiducia” e aperto “crediti”.

Alessandro Bongarzone

?ubblicista, esperto di comunicazione e multimedialità si occupa di formazione e comunicazione

www.dazebaonews.it

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