Domenica, 25 Marzo 2012 17:05

Carcere. I diritti non sono una merce

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Il Presidente Luca Muglia al Congresso Forense Straordinario di Milano: «c’è poca attenzione nei riguardi dei minori e delle famiglie»



MILANO - Sono stati oltre duemila i professionisti appartenenti al mondo dell'Avvocatura che il 23 e il 24 marzo si sono incontrati presso MiCo Milano Congressi, in occasione del Congresso Nazionale Forense Straordinario organizzato da Consiglio Nazionale Forense, Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana, Cassa Forense e Ordine degli Avvocati di Milano. "I Diritti non sono merce." è stato il titolo scelto, che ben sintetizza sia i motivi che hanno portato a convocare la sessione straordinaria del Congresso che tradizionalmente avviene su base biennale, sia la posizione dell'Avvocatura rispetto ai recenti provvedimenti legislativi che hanno interessato le professioni e la Giustizia italiana.

All’incontro milanese anche l’Unione Nazionale Camere Minorili presieduta dal penalista cosentino Luca Muglia il quale nel suo intervento, di fronte all’ampia platea, ha espresso «grande preoccupazione per i recenti provvedimenti che riguardano la giustizia e, in particolare, l’avvocatura. I recenti attacchi rivolti alla professione forense – ha detto il presidente Muglia- sviliscono e mortificano la “funzione sociale” che l’avvocato esercita nella società civile. La rappresentazione negativa della professione forense, incoraggiata anche dai media, fornisce un’immagine “fuorviante” che mal si concilia con il ruolo che il difensore ricopre a tutela delle persone in generale e dei soggetti deboli in particolare».
«L’Unione Nazionale Camere Minorili – ha continuato Muglia -evidenzia al riguardo, che l’avvocato minorile e di famiglia, che interviene nei procedimenti civili e nel processo penale in difesa del minore (imputato o vittima di reato), oltre ad esercitare il proprio ruolo tecnico in materie assai delicate (c.d. sensibili), svolge quotidianamente un’ineliminabile funzione sociale e di “mediazione sociale”. Ancor più marcato ed evidente il “ruolo sociale” ricoperto, in modo del tutto gratuito, dall’avvocato nominato tutore o curatore speciale del minore. Orbene, i recenti provvedimenti governativi compromettono gravemente la funzione di difesa che l'Avvocatura svolge secondo il dettato costituzionale».

«Equiparare la difesa ad una “merce” o ad un “prodotto”, che può variare per qualità e prezzo,- ha continuato Luca Muglia-  significa dimenticare che l’avvocato rappresenta un “presidio di libertà” a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Introdurre i soci di capitale nelle società tra professionisti non fa altro che limitare la libertà dell’avvocato, che rischia di essere fortemente compressa dai “poteri forti”. Aumentare il contributo unificato nei procedimenti civili per separazioni e divorzio, con il chiaro intento di limitare il ricorso alla giustizia, significare privare, di fatto, dei propri diritti le fasce più deboli della società. Prevedere all’interno della geografia giudiziaria la soppressione dei tribunali c.d. minori mutuando la fredda logica della produttività, senza tenere conto del criterio di efficienza e della pesante ricaduta socio-economica sui territori interessati, oltre a non comportare alcun reale risparmio, significa comprimere fortemente il diritto alla giustizia dei cittadini».

«Gli effetti di un progetto di “smantellamento” siffatto sarebbero deleteri anche nei procedimenti riguardanti i minori e la famiglia, atteso che in tale ambito la giustizia dovrebbe essere più vicina e “prossima” al cittadino.- ha concluso Muglia- Riservare una così grande attenzione al “Tribunale delle Imprese” tradisce, infine, una impostazione della giustizia assolutamente chiara, considerata la contemporanea assenza di interventi che riguardino i diritti della persona e, in particolare, dei minori. Invero, la condotta politica di limitazione dei diritti del cittadino e del diritto di difesa è accompagnata dal perdurare di gravi “omissioni” nel settore della giustizia minorile e di famiglia. Mi riferisco alla mancata previsione di una “riforma del rito ed ordinamentale” che tenga conto dell’esigenza, ormai inderogabile, della piena attuazione dei principi del contraddittorio e dei diritti della difesa nei procedimenti  minorili e di famiglia. Mi auguro che questo Congresso Straordinario valorizzi appieno, attraverso l’approvazione delle relative mozioni, le istanze provenienti dall’avvocatura minorile e di famiglia e riprenda, nel contempo, l’ineludibile percorso della “specializzazione” dell’avvocato intesa come importante riconoscimento della peculiarità della propria vocazione e formazione».

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