Rita Ricci

Rita Ricci

«Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta». È un crogiolo di sentimenti e passioni estreme “Otello”, tragedia scritta da Shakespeare nel 1604, descrivendo i moti dell’animo umano e le sue estreme conseguenze con lucidità e modernità ante litteram.

Facciata di colore accesso dall’eco britannica in stile anni ‘20, porticato art nouveau di travertino bianco e archi severi di forma neoclassica: un’architettura inconfondibile per la casa rossa di via Montecristo n° 4.

Un dolore perturbante che esplode immenso dentro al petto. Soffoca, preclude il respiro, rallenta la vita fino a renderla insopportabile.

“Parole d’autore”: è il nuovo slogan della stagione 2018/2019 del teatro Quirino, che promette una qualità di cui è già emblema. Una bocca aperta rossa, simbolo dello stupore per i quasi dieci anni di successi registrati dalla gestione di Geppy Gleijeses, a soli 3 anni dal 150esimo.

"In Sicilia si muore generalmente perché si è soli: la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”. A dirlo è Giovanni Falcone, il magistrato ucciso dalla mafia passato alla storia per il pool antimafia e il maxiprocesso che ha messo sotto scacco “cosa nostra”.

Ed è davvero riuscito “Cinque donne del sud” appena concluso al Teatro Sette di Roma, spettacolo scritto e diretto da Francesca Zanni e interpretato da una bravissima Beatrice Fazi.

Coinvolge e appassiona “Scende giù per Toledo”: monologo tratto dal racconto di Giuseppe Patroni Griffi del 1975, in scena al Piccolo Eliseo con Arturo Cirillo, nel duplice ruolo di attore e regista. 

Il nuovo film di François Ozon accolto tiepidamente al Festival di Cannes 2017: “Doppio Amore” è liberamente ispirato al racconto di Joice Carol Oates “Live of the Twins” (Vita da gemelli) ed è un thriller psico-erotico.

Una proiezione delle nevrosi moderne, un thriller ben congegnato, un dramma psicanalitico, un’analisi della società postmoderna: questo è “Orphans” del commediografo inglese contemporaneo Dennis Kelly, astro nascente della prosa britannica. In scena al Piccolo Eliseo di Roma la versione italiana per la regia di Tommaso Pitta, che si è avvicinato al testo grazie a Monica Nappo, attrice protagonista nei panni di Helen, che ne ha suggerito la visione e l’approfondimento.

Solo pochi giorni alla première, il 15 marzo di “Giudizio Universale.

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