Claudio Falasca

Claudio Falasca

Architetto,  esperto di ambiente e lavoro, già coordinatore del Dipartimento Ambiente e Territorio della CGIL nazionale e Consigliere del CNEL

E' questo quello che emerge dal rapporto Eurostat sui rifiuti urbani nel Vecchio Continente pubblicato in questo e relativo ai dati raccolti nell'anno 2011. Secondo il Rapporto ogni anno i cittadini europei producono ben 253 milioni di tonnellate con una media di 503kg di rifiuti pro capite, di cui il 37% è finito in discarica, il 23% incenerito, il 25% riciclato e il 15% compostato. Rispetto al 2001 Eurostat sottolinea un certo miglioramento delle percentuali medie europee (che si attestavano su un 56% di rifiuti in discarica, 17% inceneriti, 17% riciclati e solo il 10% compostati).

Questi dati significano che: 

90 milioni di tonnellate di cibo viene sprecato ogni anno in Europa, quando 80 milioni di cittadini europei vivono sotto la soglia di povertà,

Cresce la disoccupazione europea, quando 400.000 posti di lavoro potrebbero essere creati solo con l’attuazione della normativa sui rifiuti. 

Siamo sempre  più dipendenti dall'importazione delle materie prime, ma continuiamo a non riciclare la maggior parte dei rifiuti mandando in discarica o incenerendo il 60% dei rifiuti dell’UE.

La cosa è veramente priva di senso quando, entrando nello specifico delle singole situazioni, ci si rende conto come, prendendo esempio da esperienze virtuose europee e anche italiane, esistono margini di miglioramento esponenziali .

Il paese europeo che produce più rifiuti pro-capite è la Danimarca: 718kg di rifiuti a cittadino prodotti nel 2011, seguita a ruota da Lussemburgo, Cipro ed Irlanda, con valori tra i 600 e i 700kg pro-capite. Sul terzo gradino del podio, nel range 500-600kg pro-capite, si trovano Italia, Germania, Austria, Paesi Bassi, Spagna e Malta; un'ottima compagnia per l'Italia, che nel 2011 ha prodotto 535kg pro-capite di rifiuti (solo 32kg sopra la media europea), che tuttavia si trova ben al di sotto delle medie continentali relative allo smaltimento. 

Se i cittadini danesi vedono smaltire in discarica il 3% dei loro rifiuti (quasi 200kg pro-capite in più), gli italiani vedono crescere drammaticamente la percentuale, fino al 49% di rifiuti smaltiti in discarica: non a caso l'Italia ha le discariche più grandi d'Europa (Malagrotta, Bussi, Chiaiano) uno dei sistemi di smaltimento meno efficiente e meno sostenibile dei 27 Paesi Ue. Dei 535kg pro-capite di rifiuti italiani prodotti, 505kg vengono trattati ma solo il 34% di questi viene compostato o riciclato: il 17% del totale viene incenerito.

Se osserviamo invece come i danesi smaltiscono i loro rifiuti, notiamo che il 53% del totale viene incenerito: la Danimarca è il paese che più spesso ricorre a questo sistema davanti a Svezia (51%) e Belgio (42%). Sul compostaggio dei rifiuti l'Austria primeggia su tutti gli altri: il 34% dei rifiuti prodotti dal paese di lingua tedesca viene correttamente compostato, una percentuale di gran lunga superiore alla media europea e che denota una visione d'insieme del problema smaltimento decisamente più virtuosa che altrove. Al secondo posto per la percentuale di compostaggio ci sono i Paesi Bassi (28%); medaglia di bronzo per Belgio e Lussemburgo (20%). 

Dati veramente impressionanti sono quelli relativi alle percentuali di smaltimento in discarica: se da un lato c'è quasi un eccesso di virtuosismo, come in Belgio, Germania, Olanda, Svezia che smaltiscono in discarica l'1% dei rifiuti prodotti, dall'altro notiamo come certi sforzi vengano vanificati da percentuali terribili: 99% di rifiuti in discarica in Romania, 94% in Bulgaria, 80% in Grecia, persino la Spagna smaltisce in discarica il 58% dei rifiuti che produce. 

Uscendo dall'Unione europea, ma non andando troppo lontano, il caso svizzero è clamoroso: 0% di rifiuti smaltiti in discarica (689kg pro-capite l'anno), il 50% viene incenerito, il 35% viene riciclato e il 15% compostato.

A fronte di questi dati viene spontaneo domandare ai nostri governanti ed strateghi di economia, a cui evidentemente sfugge (?) lo spreco enorme di ricchezza che quotidianamente viene buttato letteralmente nella spazzatura: non è giunto finalmente il momento di fare i conti anche con questi numeri?

 

 

 

 

ROMA - Con la presentazione del primo rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) elaborato dal CNEL e dall'ISTAT, si avvicina sempre più (forse) il giorno in cui, alzandoci la mattina, oltre all'oroscopo, al bollettino meteorologico e all'andamento del PIL, della borsa e del mitico “spread”,  potremmo ascoltare dalla radio il bollettino del benessere.

ROMA - L'OCSE ha presentato venerdì 8 marzo il suo Rapporto decennale sulla performance ambientale dell'Italia. Dalla valutazione dell'OCSE risulta che il limite più grave che ascrive alle politiche del  nostro Paese è l'assenza di una strategia di crescita verde al fine di contrastare la crisi economica e  assicurare che le ricchezze naturali continuino a fornire le risorse e i servizi ecosistemici da cui dipende una crescita economica sostenibile.

Mercoledì, 06 Marzo 2013 19:10

Inquinamento, morire d'aria

ROMA - Bilancio pesantissimo degli effetti sulla salute dell'inquinamento dell'aria del trasporto merci su gomma . E' questo in sintesi quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), che fa il punto sui costi dell'inquinamento causato dagli autocarri in Europa.

ROMA - Una importante conferma sulla bontà della economia green viene questa volta dal mercato dei prodotti biologici. Anche il  2012, con una spesa aumentata del 7,3 per cento, dopo il +9 per cento messo a segno nel 2011, la crisi non ha ridotto le sue potenzialità.

Sabato, 23 Febbraio 2013 21:01

Un voto per un futuro equo e sostenibile

ROMA - Siamo finalmente al dunque. Dopo una campagna elettorale che, malgrado i continui richiami di Bersani e del centro sinistra al merito dei problemi degli italiani, è stata segnata da promesse irrealistiche,  balle colossali, veri imbrogli e scandali, domani con il voto al Partito Democratico potremo finalmente cambiare pagina.

Venerdì, 22 Febbraio 2013 11:31

Esame “ambiente” dei programmi elettorali

ROMA - “C’è un cambio di passo nell’attenzione ai temi ambientali in questa campagna elettorale, che però ancora stenta a diventare consapevolezza sulla necessità di un Green Deal per uscire da una crisi che è nel contempo economico ed ecologica e c’è una voglia trasversale agli schieramenti di collaborare al di là degli steccati alla ri/conversione ecologica del Paese” è la valutazione di sintesi di CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente,Touring Club Italiano, WWF a seguito degli incontri con i Partiti, che si candidano al governo dei Paese, in merito ai loro programmi elettorali.

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 20:47

Cambiamenti climatici. Pagati per negare

ROMA - L'industria mondiale dei beni di largo consumo può' risparmiare 700 miliardi di dollari all'anno riducendo gli sprechi: il dato e' contenuto nel Rapporto Sviluppo sostenibile presentato oggi dal Sole 24 Ore.

Martedì, 19 Febbraio 2013 18:44

L'ambiente è lavoro, un voto per il futuro

ROMA - In questi ultimi giorni di campagna elettorale si fanno sempre più incalzanti le sollecitazioni ai partiti che si contendono il governo del Paese per un impegno a favore delle green economy.

Lunedì, 11 Febbraio 2013 18:51

Lavoro buono, ambiente sano

ROMA - Non ci facciamo distrarre dalle balle, il problema vero del Paese è il lavoro e l'innovazione ecologica è una grande opportunità per creare lavoro: é su questo che dobbiamo chiamare gli italiani a discutere ed a scegliere alle prossime elezioni.

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