Amerigo Rivieccio

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

Venerdì, 17 Gennaio 2014 19:09

Bankitalia vede una micro ripresa

ROMA - Secondo Via Nazionale il punto di svolta sarebbe già arrivato, anzi ci saremmo proprio sopra, e dalla fine del 2013 si potrebbe cominciare a misurare una micro ripresa. Pil nel 2014 +0,7% e nel 2015 +1%, ma con gravi rischi da credit crunch e debiti Pa e con la disoccupazione che arriverà a sfiorare il 13% nel 2015.

ROMA - Non c’è traccia di crescita e ripresa nell’economia dei numeri e dei dati dell’Istat e della Banca d’Italia. I prestiti alle imprese fanno segnare segni meno da capogiro, - 4,3 per cento i prestiti bancari nei 12 mesi e meno 6% il credito alle imprese non finanziarie, come emerge dalle pagine della pubblicazione ''Principali voci dei bilanci bancari'' di Banca d’Italia. E i prezzi delle case continuano a calare con passo fermo e deciso, meno 5,3 per cento rispetto al 2012, è il dato ormai preoccupante che l’Istat ci fa conoscere oggi.

ROMA -  Il tempismo con cui le società di rating operano i temuti tagli al rating dei debiti è stato spesso oggetto di discussioni e talvolta di vibrate proteste. 

ROMA - Raggiungono livelli mai visti prima, livelli mai toccati da quando l’Istat ha cominciato questa rilevazione nell’ormai lontano 1977, i disoccupati in età compresa tra i 15 e i 24 anni di età mentre si conferma sui massimi storici il tasso di disoccupazione per la popolazione nel suo complesso, al 12,50%, come il mese scorso. E su un numero complessivo di italiani disoccupati che ammonta a 3,189 milioni di persone uno su tre non ha ancora compiuto trent’anni.

ROMA - A prevedere un Natale di basso profilo per il nostro Paese sono Coldiretti e Confcommercio che hanno fatto piovere una serie di dati pessimi su spese e consumi nel nostro Paese in vista delle ormai prossime festività natalizie. Dati che confermano l’allarme del Codacons

ROMA - Secondo l’indagine Istat pubblicata oggi sulla vita quotidiana ben 6 famiglie su 10 accusano un peggioramento economico. Per il Centro Studi di Confindustria invece il peggio potrebbe invece essere già alle nostre spalle ma euro e una Legge di stabilità poco coraggiosa rallentano la ripresa.

Giovedì, 14 Novembre 2013 20:33

Istat. Il Pil giù, siamo ancora in recessione

ROMA - Continua quella che sembra essere una caduta senza fine del Pil. Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat il Pil del nostro Paese scende per il nono trimestre consecutivo. 27 mesi di fila col segno meno in cui si riesce comunque a trovare una nota positiva, il dato è infatti a meno 0,1 per cento e ci si attendeva meno 0,2.

ROMA -  Draghi fa un’azione da manuale e sfruttando appieno il fattore sorpresa, che assicura la migliore resa dell’operazione, annuncia il taglio dei tassi della BCE. Gli effetti non si fanno attendere e le borse festeggiano l’annuncio. Gli effetti sull’economia reale, su ciò che avviene nei mercati e nelle piazze sarà da vedere, soprattutto alla luce dell’ennesimo grido d’allarme di Confcommercio che oggi mette sotto i riflettori i danni dell’illegalità.

ROMA - I dati relativi al mercato del lavoro resi noti oggi dall’Inps descrivono una situazione di crisi nerissima.Sono aumentate le ore di Cassa Integrazione ordinaria e straordinaria ma sono letteralmente crollate quelle in deroga, che fanno segnare meno 58,7 per cento rispetto ad ottobre 2012. Nerissimi i dati sulla disoccupazione che fa segnare un incremento nelle richieste di trattamento del 27,7 per cento.

ROMA - L’Istat ha diffusso oggi le stime sull’andamento del Pil nel 2013 e 2014, in ribasso ripsetto a quanto previsto dal nostro Governo, da Londra il Ministro dell’economia Saccomanni cerca, con scarso successo, di sollevare qualche dubbio. Si resta comunque nell’incertezza, andra male o molto male?

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