WASHINGTON – Il volto dei soldati americani coperto da un foglio di carta scritto a mano. Un invito al Congresso degli Stati Uniti perchè voti contro la guerra miliare in Siria. “Obama non combatterò per Al Quaeda in Siria” è solo uno delle foto diventate virali sui social network. Un grido di rabbia trasversale, che anima i soldati semplici, ma anche le sfere più alte della marina militare statunitense e che sta facendo il giro del web.

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Lunedì, 02 Settembre 2013 12:28

Siria. L'attacco non convince Russia e Cina

ROMA - Un probabile attacco militare contro la Siria, non convince la Russia e neppure la Cina. I due Paesi, infatti, concordano nel ritenere che la crisi siriana debba essere risolta «esclusivamente» attraverso negoziati: lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov.

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DAMASCO – E se avesse ragione Bashar Al Assad? Se l'attacco chimico dello scorso 22 agosto fosse di matrice ribelle e non un cruento attacco del governo autoritario siriano verso i suoi sudditi?

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WASHINGTON -  Gli Stati Uniti hanno le prove dell'uso di gas sarin nelle armi chimiche dell'atacco del 21 agosto. Lo ha affermato il segretario di Stato John Kerry i un'intervista alla Cnn spiegando che i test sono risultati positivi.

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BERLINO - Fondamentalisti islamici tedeschi, arrivati in Siria per combattere al fianco dei ribelli il regime di Assad, avrebbero partecipato ad operazioni di pulizia etnica di cristiani in alcuni villaggi.

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WASHINGTON - Come anticipato da Barack Obama, la Casa Bianca ha richiesto formalmente al Congresso degli Stati Uniti l'autorizzazione per condurre attacchi militari in Siria. Il Senato voterà sulla risoluzione entro il 15 settembre, ha fatto sapere intanto il capo della maggioranza democratica nella Camera alta, Harry Reid.

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ROMA – Dopo la pausa del voto della Camera dei Comuni inglese, che col proprio “no” aveva sancito una sorta di arresto all'imminente attacco, in Siria torna a salire la tensione. Il regime di Damasco si attende un attacco “in qualsiasi momento”.

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DAMASCO - Gli ispettori delle Nazioni Unite hanno lasciato questa mattina la Siria, al termine della missione per indagare sull'attacco chimico del 21 agosto a est di Damasco.

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ROMA – Gli Usa cercano alleati ma sono pronti ad attaccare anche da soli. E' quanto si evince dalle dichiarazioni del segretario della difesa americana e del segretario di Stato.

La meno ferma delle due voci che provengono dagli Stati Uniti è quella del segretario della Difesa americana Chuz Hagel: “Ogni nazione ha la responsabilità di prendere la propria decisione”. Gli Stati Uniti continueranno a consultare il governo inglese, sperando ancora in una “collaborazione internazionale”. Non sembra batter ciglio dinanzi alla caduta parlamentare di David Cameron. Il segretario della difesa americana, in riferimento alla sonora bocciatura dello storico alleato americano alla Camera dei Comuni ieri sera. “Il nostro approccio – ha continuato il segretario della difesa a stelle e strisce – è quello di trovare una coalizione internazionale per un azione congiunta”.

Più deciso John Kerry, che in tarda serata non ha mancato di mostrare i muscoli al mondo.

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ROMA - Una bomba incendiaria sganciata su una scuola e bambini bruciati da un agente che sembra napalm: se qualcuno avesse ancora dubbi sulle atrocità che vengono commesse in Siria, ci pensa la Bbc a spazzarli via con uno sconvolgente video realizzato da un team del network britannico nelle ultime ore.

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