A Lamezia Terme nasce la Fondazione Dulbecco per lo studio e la produzione di anticorpi monoclonali di pronectine 

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In un esperimento all’Istituto nazionale di ottica del Cnr è stata esplorata, per la prima volta in un gas atomico di fermioni ultrafreddi, la connessione fondamentale tra la supercorrente che attraversa una sottile barriera isolante per effetto tunnel quantistico e la fase della funzione d'onda di un superfluido.

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Una ricerca condotta dall'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) in collaborazione con l'Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar) e l'Università di Barcellona, ha addotto nuovi dati sulla fase di eccezionale riscaldamento della superficie del Mediterraneo durante il primo mezzo millennio dell'era cristiana. Lo studio è pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature 

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La loro aggiunta al liquido delle e-cig permette di ridurre fino al 99.6% la concentrazione di molecole tossiche come la formaldeide, prodotte dalla degradazione di glicerolo e glicole propilenico. La ricerca, che prende spunto da analoghi studi nel campo della chimica degli alimenti, è stata condotta da ricercatori dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr, in collaborazione con le Università britanniche di Abertay, St Andrews e Nottingham pubblicata su RSC Advances

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Un nuovo studio dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Cnr di Monterotondo, in collaborazione con l’Università di Padova e la ShanghaiTech University mostra il funzionamento di un anticorpo monoclonale, che contrasta gli effetti di questa malattia ereditaria che provoca anomalie su pelle, unghie e capelli.

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Studi scientifici dimostrano l’importanza delle arti per il benessere psico-fisico  

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Uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e dell’Ispro, in collaborazione con l’Università di Firenze, pubblicato su Science Advances, ha messo in evidenza l’attivazione di uno dei meccanismi dell’immunità innata contro il virus  

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All’Istituto nazionale di ottica del Cnr è stato dimostrato un metodo unico per l’analisi spettrochimica dei materiali che si basa sull’evaporazione di una goccia di liquido poggiata sulla punta di una fibra ottica attraversata dalla luce. I risultati dell’esperimento, descritto su Nature Communications, permettono la realizzazione di un nuovo tipo di spettrometro automatico, miniaturizzato ed economico, che apre un nuovo orizzonte di applicazioni per la spettroscopia e il sensing biochimico

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino) di Pozzuoli hanno ideato e dimostrato un sistema semplice per analizzare il contenuto spettrale di una qualsiasi radiazione. Tale tecnica rende possibile individuare e quantificare la presenza di specifiche molecole in un campione, grazie alla traccia impressa nella radiazione che lo attraversa o ne viene riflessa. 

“L’analisi spettrochimica è fondamentale per tutte le discipline scientifiche e per innumerevoli applicazioni industriali, ma nella maggior parte dei casi richiede strumentazioni da laboratorio ingombranti e costose”, afferma Gianluca Gagliardi ricercatore Cnr-Ino responsabile della sezione di Napoli. “L’esperimento condotto al Cnr-Ino mostra che tale analisi può essere realizzata dal più semplice dei sistemi microfluidici: una goccia sulla punta di una fibra ottica. La radiazione da investigare, inviata attraverso la fibra ottica, viene riflessa prima dall’estremità della fibra e poi dalla superficie della goccia. La sovrapposizione delle due retroriflessioni all’interno della fibra genera così un segnale di interferenza. Poiché la superficie della goccia recede durante l’evaporazione del liquido, il segnale di interferenza cambia nel tempo e, dalla sua variazione, può essere ricavata l’informazione sullo spettro elettromagnetico della radiazione incidente tramite un procedimento matematico quasi istantaneo”. 

“L’apparato goccia-fibra descritto è analogo ad un interferometro a braccio mobile, che è l’elemento chiave dei diffusissimi spettrometri in trasformata di Fourier. Ma in questo caso il motore della scansione è la spontanea evaporazione del liquido”, spiega Pietro Malara, ricercatore del Cnr-Ino a Napoli. “La semplicità del sistema e l’assenza di parti meccaniche in movimento permettono di realizzare uno spettrometro miniaturizzato con costi contenuti, robusto e capace di operare automaticamente in assenza di sorgenti di energia. La tecnica dimostrata apre dunque un nuovo orizzonte per le applicazioni dell’analisi spettrochimica”.

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Laboratori scientifici in prima linea, l’importanza della ricerca e dello sviluppo 

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Nessuno poteva immaginare che un gruppo di giovani del Centro di Formazione Professionale salesiano dell’Istituto Gerini di Roma si trovasse coinvolto in modo diretto nella lotta al Covid 19. 

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