Giuseppe De Santis, il regista di Riso amaro, è da considerare fra i padri del neorealismo italiano. Non c’è pace fra gli ulivi, del 1950 ha fra gli interpreti Raf Vallone, Lucia Bosè e  Folco Lulli. Girato in Ciociaria, è un drammone ambientato nei  primi anni del secondo dopoguerra.

VENEZIA (nostro inviato) Ispirato a vicende di razzismo accadute negli anni cinquanta a Levittown, in Pennsylvania; sceneggiato dai fratelli Coen nel 1985 e ora tirato fuori dal cassetto, “Suburbicon” è una metafora tragicomica "sui nuovi muri e sulle minoranze strumentalizzate quale capro espiatorio di tutte le magagne degli Usa", secondo le parole dello stesso George Clooney.

VENEZIA (nostro inviato) Ai Weiwei, il noto artista figurativo e architetto cinese, ha presentato a Venezia un documentario sulle migrazioni nel pianeta: un problema che investe 65 milioni di persone. Filmando attraverso 23 paesi Ai Weiwei e la sua equipe mostrano campi profughi, barconi che approdano alla terra, masse in disperazione davanti  a muri e fili spinati, organizzazioni umanitarie che li aiutano. Con interviste e uso di droni per dare idea della vastità biblica del fenomeno.  

VENEZIA (nostro inviato) “The shape of water” di Guillermo del Toro è stato molto applaudito dalla stampa, perché mescola alla dose fiabesca un quid pedagogico per via subliminale, aggiunto in un impasto gustoso e scorrevole.

VENEZIA - Nel cinema italiano la coppia più bella del mondo, come recita il titolo di una canzone popolarissima negli anni Sessanta, erano Adriano Celentano e Claudia Mori. Di lui non si può certo dire che fosse bello, per quanto bravo e originale come cantante, lei invece veniva da un concorso di bellezza, “la più bella di Roma” indetto da Paese Sera il quotidiano del pomeriggio che con L’Unità, Vie Nuove Rinascita e Noi donne e più tardi Il manifesto (tutte testate che oggi non esistono più) completava la galassia della stampa comunista in quegli anni fiorentissima.  

LIDO DI VENEZIA (nostro inviato) - La Mostra di Venezia è la prima manifestazione cinematografica a lanciare un concorso di filmati in realtà virtuale, presentati nell’antico Lazzaretto usato nel XV secolo per gli appestati.

VENEZIA - Attualità di Michelangelo Antonioni: a maggio a Cannes con Blow Up, in settembre a Venezia con Ildeserto rosso, due film restaurati fra i classici che prima al festival sulla Croisette e poi alla mostra al Lido sono proposti al pubblico di oggi a più di mezzo secolo di distanza dalla loro prima uscita sugli schermi. L’interesse non mancherà. Il cinema dei nostri grandi autori di ieri sembra aver fatto il classico patto col diavolo: attraversa i decenni senza invecchiare.

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