Giovedì, 16 Dicembre 2010 12:24

U Re d’Amuri, ovvero la storia infinita degli amanti notturni

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“Si cunta e si bon cunta che ‘na vota c’era uno che cuglieva e vinniva cavuliceddri e che aviva tri figlie fimmine. Un jorno la cchiù nica delle tri gli fa: “O patre, mi ci portate con vui a cogliri cavuliceddri?” “Si figlia mia”. E se la portò. Arrivati in campagna ….”


Queste righe, scritte nella intrigante lingua siciliana, uscita incolume da dominazioni linguistiche di ogni tipo, sono di Andrea Camilleri, magnifico cantastorie siculo, che racconta la favola di ’U Re d’Amuri. Questa favola siciliana è inserita in una straordinaria pubblicazione: Storie di Amore e Psiche, a cura di Annamaria Zesi, L’Asino d’oro edizioni.
Tutti conoscono la favola La bella e la bestia, se non altro per il cartone animato della Disney che fece scalpore qualche anno fa, e tutti conoscono la favola di Cenerentola, ma pochi sanno che queste fiabe hanno un nobile antenato.
Intorno al 162 d.C.  Apuleio, cittadino romano nato a Madaura nell’odierna Algeria, letterato di vastissima cultura e con profondi interessi esoterici, tanto da subire un famoso e documentato processo per magia, dopo aver girovagato nella civiltà mediterranea, tra Roma, Numidia, Getulia,  Grecia ed Egitto, si stabilì definitivamente a Cartagine dove scrisse la sua più importate opera letteraria: Metamorfosi della Magia, meglio conosciuta come L’asino d’oro. Al centro di quest’opera, che si potrebbe definire di genere fantastico, Apuleio incastonò, come fosse una pietra preziosa, la storia di Amore e Psiche.


Molto brevemente, il racconto narra la storia di una ragazza bellissima, Psiche che vive una storia d’amore notturna con un essere misterioso che ella non può vedere in quanto l’amante la va a trovare solo nel buio della notte. Istigata dalle sorelle invidiose, che le dicono che quell’essere invisibile è in realtà un orrendo serpente che divorerà il suo bambino non appena sarà nato, Psiche una notte lo illumina con una lampada ad olio dalla quale cade una goccia bollente che ferisce ad una spalla colui che ora lei ha potuto scorgere: il suo divino amante è il bellissimo Amore, figlio di Venere, il quale fugge ferito nel corpo e deluso dalla ragazza che non è riuscita a mantenere il rapporto notturno con lo sconosciuto invisibile. Psiche abbandonata da Amore parte alla sua ricerca e solo dopo varie prove di coraggio riuscirà a riconquistare il suo amante.


Come scrive la curatrice Annamaria Zesi questa bellissima storia degli amanti che si incontrano clandestinamente nel buio senza conoscersi, né vedersi, ha avuto una fortuna universale, perché rappresentata in mille e mille versioni, che hanno attraversato la storia, con sfumature diverse: da Biancaneve a Romeo e Giulietta, da Dracula a La bella e la bestia, dal Cyrano de Bergerac a L’ultimo tango a Parigi di Bertolucci.
Il mistero di una ”identità invisibile”, i cui protagonisti sono da sempre due giovani innamorati, appartiene a tutte le zone del mondo, permea gli strati della storia ed è struttura portante di un filone letterario universale. Il volume raccoglie diciannove "varianti" della favola di Amore e Psiche che, dalla Russia alla Scandinavia, dall'Hindustan alla Persia,  dalle coste Berbere del Mediterraneo all’ l'Italia, ripropongono le immagini nebulose dello sconosciuto che la fanciulla può toccare senza vedere nel buio della notte.


Un’altra ricerca presente nel libro, molto importate dal punto di vista filologico, è questa: le favole raccolte nel libro provenienti da tutto il mondo, dimostrano la poligenesi della favola arrivata fino a noi attraverso Apuleio. Ciò significa che anche la storia di Amore e Psiche che il letterato di Madaura raccolse e inserì nell’Asino d’oro, ha dei precedenti antichissimi che si perdono nel tempo astorico, e probabilmente rappresentano le tradizioni presenti nel tempo in cui il patriarcato non aveva ancora messo una pietra tombale sul rapporto egualitario tra uomo e donna.
Ma come si dice “ciò che viene messo fuori dalla porta rientra dalla finestra” e le immagini degli ‘amanti notturni’, che sconvolgevano e che continuano a turbare le notti senza sogni dei sacerdoti della ragione e della religione, sono rimaste ben presenti nella fantasia degli esseri umani ed ora riappaiono in questo importante lavoro della Zesi.
In questo splendido libro, molto curato sia graficamente che nella rilegatura, che può essere letto ad una bambina accucciata nel letto, o da un docente di storia letteraria antica, c’è la ricerca, millenaria del “ naturale eterno rapporto uomo e donna.”

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