Lunedì, 22 Ottobre 2012 17:00

XXI Funtana Elighe. Vince Ottavio Pirelli, giornalista di Rai 3. Tutti i premiati

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SILANUS -  E’ Ottavio Pirelli, cronista della Rai il vincitore della XXI edizione Premio giornalistico Funtana Elighe dedicato come di consueto alla Sardegna.

Si aggiudicano invece il riconoscimento nella neonata sezione del Funtana Elighe dedicata a “Giuseppe Fiori”, riservata al giornalismo d’inchiesta Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti, autori dell’inchiesta “Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna”. Edizioni Ambiente-Verde Nero. La cerimonia di premiazione è stata preceduta dal convegno dibattito coordinato dal giornalista de L’Unione Sarda Sergio Naitza, .“La Sardegna da fuori e da dentro” con gli interventi di Bianca Berlinguer, Direttore Tg3,   Simonetta Fiori, giornalista, La Repubblica, Giovanni Runchina, giornalista, Giacomo Mameli, giornalista e scrittore, Paolo Pillonca, giornalista e scrittore, Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
I lavori sono stati intervallati dal recital letterario da opere di Giuseppe Fiori. Lo spettacolo, con musiche dal vivo, su alcuni stralci delle opere più significative del giornalista e scrittore silanese Giuseppe Fiori a cui è stata dedicata, a partire da questa edizione, una sezione apposita con un premio speciale, è stato curato dal regista e attore  Giovanni Carroni accompagnato dal Maestro Battista Giordano.


MOTIVAZIONI
Il riconoscimento della sezione Giuseppe Fiori è strettamente legato ad un lavoro che hanno svolto insieme, dal titolo “Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna”. Edizioni Ambiente-Verde Nero. E’ un’inchiesta giornalistica a tutto tondo. Strettamente legata ad un tema di scottante attualità come l’interazione tra sicurezza, ambiente e lavoro. Con ricadute anche nell’ambito socio-culturale, poiché un’attività come quella del Poligono influenza anche le vite di chi vi si trova intorno.
Lo sa il vento come vanno le cose in Sardegna. Il maestrale che soffia per tre notti e tre giorni, lo scirocco. Lungo alcuni tratti di costa della Sardegna la vita e la morte, la bellezza e l’incubo, le guerre simulate e le morti vere sono divise da un confine sempre più sottile. Un confine lungo il quale corre il fronte interno più grande d’Europa, che dal dopoguerra ad oggi ha snaturato territori di una bellezza spesso struggente trasformandoli in teatri di esercitazioni e sperimentazioni di morte. Chi vive lungo quel confine parla di Sindrome di Quirra, un male invisibile e oscuro, fatto di decine di morti apparentemente inspiegabili, che ha portato nel cuor e del Mediterraneo l’incubo della contaminazione da polveri di guerra. Un incubo

Sezione Giuseppe Fiori
 
Carlo Porcedda, giornalista, sceneggiatore e documentarista, collabora da anni con diverse testate tra cui L’Espresso e Repubblica. Tra i suoi lavori, i documentari L’isola dei centenari, Dal cacao all’oro nero, Storia del Pollicino d’Africa.

Maddalena Brunetti, cronista di nera e giudiziaria, lavora in diverse testate e come corrispondente del Corriere della Sera. Dal 2010 vive e lavora a Cagliari dove collabora con l’emittente radiofonica RadioPress e la testata Sardinews.

Il riconoscimento della sezione Giuseppe Fiori è strettamente legato ad un lavoro che hanno svolto insieme, dal titolo “Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna”. Edizioni Ambiente-Verde Nero. E’ un’inchiesta giornalistica a tutto tondo. Strettamente legata ad un tema di scottante attualità come l’interazione tra sicurezza, ambiente e lavoro. Con ricadute anche nell’ambito socio-culturale, poiché un’attività come quella del Poligono influenza anche le vite di chi vi si trova intorno.
Lo sa il vento come vanno le cose in Sardegna. Il maestrale che soffia per tre notti e tre giorni, lo scirocco. Lungo alcuni tratti di costa della Sardegna la vita e la morte, la bellezza e l’incubo, le guerre simulate e le morti vere sono divise da un confine sempre più sottile. Un confine lungo il quale corre il fronte interno più grande d’Europa, che dal dopoguerra ad oggi ha snaturato territori di una bellezza spesso struggente trasformandoli in teatri di esercitazioni e sperimentazioni di morte. Chi vive lungo quel confine parla di Sindrome di Quirra, un male invisibile e oscuro, fatto di decine di morti apparentemente inspiegabili, che ha portato nel cuor e del Mediterraneo l’incubo della contaminazione da polveri di guerra. Un incubo tanto impalpabile quanto micidiale, che accomuna questo fronte interno ai teatri di guerra come i Balcani e l’Iraq. Ma non solo. Inquinamento elettromagnetico, fanghi tossici, rifiuti pericolosi, e tutto il repertorio di scorie che un selvaggio abuso militare e industriale porta con sé. Lo sa il vento è un viaggio in alcuni angoli d’inferno che stanno dietro le quinte di un paradiso, la storia paradossale della terra che vede alcuni dei più incontaminati e suggestivi tratti di Mediterraneo convivere con bombe ambientali sul punto di esplodere.

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