Lunedì, 17 Gennaio 2011 18:57

Teatro: trionfano a Caserta le contaminazioni musicali degli Artheteca Project

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CASERTA - Lo scorso sabato 15 gennaio non è andata come in tanti auspicavano.

Chi sperava di trascorrere una piacevole serata per assistere ad ‘uno spettacolo musicale’ è stato preso alla sprovvista. Presso il teatro ‘Caserta, città di Pace’ a Puccianiello (CE) l’Associazione Culturale ‘Gli Esclusi’ di Caserta ha presentato, nell’ambito di Eventi teatrali 2010–2011, la cui direzione artistica è da sempre affidata all’eclettica Anna D’ambra, gli ‘Artheteca Project’ che si sono esibiti nello spettacolo musicale ‘NEAPOLITAN CONTAMINATION’.

La serata però non ha reso quanto gli organizzatori si aspettavano, sia dal lato dello spettacolo sia dal lato della partecipazione di pubblico in sala. E’ andata molto meglio anzi benissimo. L’aprirsi del sipario e l’apparizione sul palco del ‘Artheteca Project’, la band diretta da Luigi Carbone, è stato accolto in un primo momento dai distratti applausi di una folta platea che però, non sapeva ancora cosa le attendesse. L’evento rientrava nella riuscitissima rassegna teatrale casertana, che come in ogni edizione, ha anche quest’anno presentato al suo pubblico un cartellone d’eccellenza. La rassegna che ha visto alzarsi il sipario lo scorso 30 ottobre scorso terminerà il prossimo 12 marzo rimandando poi, tutti gli appassionati alla prossima edizione. Senza voler togliere onore e gloria agli spettacoli che si sono susseguiti finora e a quelli che verranno, indubbiamente fin dall’inizio, quello degli ‘Artheteca Project’, è stato uno spettacolo che è riuscito ad emozionare la platea con una musica a dir poco meravigliosa che il pubblico ha dimostrato di gradire.

 

La bravura degli artisti, molti dei quali prestati al mondo dello spettacolo e non professionisti, è stata quella di saper cogliere l’attimo e riuscire a trascinare, sulle note dei  brani che hanno interpretato, il pubblico che si è da subito lasciato andare. Una serata all’insegna della canzone partenopea. La cui napoletanità però, è stata volontariamente contaminata con le più svariate sonorità: reggae, blues, bosanova, flamengo, fado, tango e tanti altri. Al pubblico accorso a Puccianiello è stato infatti, dato modo di riascoltare brani celebri e mai dimenticati della canzone classica napoletana. Brani che però, sono stati tutti rigorosamente e magistralmente arrangiati e rivisitati ponendoli all’orecchio dello spettatore con una sonorità diversa. Un arrangiamento che però, non ne ha alterato il fascino che li ha resi celebri nei secoli. Nel corso dello spettacolo, in due tempi, sono stati riproposti brani musicali partenopei a partire da ‘malafemmina’ e ‘ te voglio bene assaje’ per poi, continuare con ‘o surdat nammurat’, ‘diccitancell vuie’, ‘a tazz e cafè’, passando per ‘guapparia’, ‘tu si na cosa grande’ e per finire poi con  ‘o sarracin’. Tutti rigorosamente live. Brani magicamente interpretati da Pino Azzardo, voce, Stefano Mecca, chitarra e voce, Luigi Carbone, piano elettrico, tastiere e hammond, Giovanni Imparato, percussioni, tammorre e voce, Roberto Palermo, fisarmonica, Enrico Martella, tromba, filicorno, Marco Spedaliere, sassofoni, Guarino Rondolone, contrabbasso e basso, Mara Imparato, tammurrera, Angelica Marrone, balletti e coreografie, Manuel Morales, balletti e coreografie, Alessandro Proni, balletti e coreografie. Uno spettacolo emozionante e al tempo stesso leggero in cui la scena è stata a tratti nuda, senza coreografia, e a tratti corredata da particolari coreografie di ballo. Gli strumenti sono stati sempre utilizzati con ironica enfasi quasi a voler sottolineare il fatto che gli artisti erano non professionisti del mondo dello spettacolo. Sembrava quasi che si divertissero loro in primis e poi il pubblico. Un pubblico che inevitabilmente è stato più volte coinvolto. Di una particolare e sconvolgente bellezza le percussioni e i ritmi afrocubani suonati da Giovanni Imparato.

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