Martedì, 13 Febbraio 2018 11:53

Classici. “Villette” di Charlotte Brontë. Recensione

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“Villette” è l’ultimo romanzo di Charlotte Brontë, scritto due anni prima della morte, avvenuta in giovane età. Alcuni lo considerano il più importante della grande scrittrice inglese, superiore al più famoso Jane Eyre.

Nei fatti è un libro affascinante, denso di quelle atmosfere gotico-romantiche che l’autrice trasporta dall’isola natale alla città di Villette, nome inventato che potrebbe nascondere quello di Bruxelles, città nella quale Charlotte aveva insegnato per alcuni anni. Sicuramente “Villette” ha molti spunti autobiografici. Il romanzo intriga per un’indagine delle passioni umane anche più approfondita di altri suoi libri e per l’eroina in esso ritratta: Lucy Snowe, una donna modernissima.

Lucy Snowe è una ragazzina sola al mondo, che abita in Inghilterra nella tenuta della sua madrina, Mrs. Bretton, una vedova con un figlio sedicenne. Dopo alterne vicende, superati i diciotto anni, Lucy è obbligata a trovare un’occupazione che la conduca a un ruolo dignitoso nella società. Grazie al suo grande coraggio s’imbarca su una nave diretta verso il continente e arriva in una città dove si parla francese, Villette appunto, che ci viene presentata come la capitale, sede della corte reale; dove Lucy Snowe riesce a trovare lavoro come insegnante d’inglese. Superato un periodo di grande impegno e grandi avventure psicologiche, Lucy Snowe diventa un’emigrata inserita. Attorno a lei gira il mondo del collegio: le giovani studentesse, la proprietaria della scuola da cui è controllata a stretto giro, alcuni parenti inglesi ritrovati, tra cui l’uomo del quale s’innamora. Villette narra la vita in una scuola femminile, i rapporti tra professori, i pregiudizi dell’epoca vittoriana, le differenze di casta, mettendo in primo piano Lucy, temperamento forte, capace di affrontare le avversità, anticonformista, introversa e non bella che, per timidezza estrema, può apparire fredda e ha difficoltà a trovare la sua metà ….

Nell’età in cui s’iniziava appena a parlare in favore dei diritti delle donne, Charlotte Brontë racconta un’eroina modernissima, indipendente, interessata come un uomo al lavoro intellettuale e capace di rivendicarne il diritto. Va ricordato che le sorelle Brontë furono tra le poche donne capaci a quel tempo di intraprendere la professione di scrittore. Oltre alla realizzazione femminile e all’amore, questo romanzo è permeato di riflessioni sulla religione cattolica e protestante, su cui prevalgono tolleranza e accettazione delle diversità. Un libro che insegna anche ai nostri giorni.

Villette

Charlotte Brontë

Traduttore: M. Hannau Pavolini

Editore: Newton Compton

Collana: I MiniMammut

Formato: Tascabile

Pagine: 510 p., Rilegato

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Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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