Sabato, 21 Luglio 2018 20:03

Teti editore. Eduard Limonov: “Zona industriale”. Recensione

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Eduard Limonov, pseudonimo di Eduard Veniaminovich Savenko, è uno scrittore e politico russo, dalla personalità tanto complessa da essersi guadagnato in vita una biografia di Emmanuel Carrère, nella quale lui non si riconosce.

Fondatore del Partito Nazional-Bolscevico, messo fuori legge nel 2007, fermo oppositore di Putin, nella guerra civile jugoslava degli anni ’90 Limonov sostenne i serbo bosniaci al punto da combattere volontario a fianco dei cecchini del criminale di guerra Radovan Karadžic. L’occidente inorridito lo tacciò di nazismo. Eppure Anna Politkovskaja, il cui impegno sul fronte dei diritti umani è indiscutibile, scrisse di Limonov come una delle figure più pure della scena politica russa. Nell’aprile del 2001 Eduard Limonov fu arrestato con l’accusa di terrorismo, cospirazione contro l’ordine costituito e traffico di armi. Nel 2003 fu rilasciato per buona condotta.

“Zona industriale” edito da Teti, romanzo autobiografico di Eduard Limonov, racconta le vicende politiche e private dell’autore a partire dalla sua scarcerazione. Ambientato a Syry, ex area industriale nel centro di Mosca, dove lui abitava in un appartamento spoglio, testimonia la trasformazione di un quartiere simbolo che gli operai lasciano per la periferia e al loro posto s’insediano uffici, negozi, auto di grossa cilindrata. Dotato di un coraggio che l’ha portato a vivere scortato da guardie del corpo, messe a disposizione dal partito, Limonov fu capace di un atteggiamento profondamente mistico durante gli anni della prigionia che gli ha fruttato rispetto e, probabilmente, la libertà prima del tempo. Personaggio poliedrico con sfaccettature di luminosità e buio, nell’esporre il proprio credo filosofico Limonov evoca l’aggettivo “superuomo” a classificazione degli esseri umani, con alta concezione di se stesso come artista - a mio modesto giudizio non oggettiva – non esitando a paragonarsi a Lev Tolstoj. Curiose le sue concezioni sulle donne e sui bambini.

Eppure da queste ferme convinzioni, alcune associabili a sinistra memoria, sprigiona un’energia di vita che s’irradia nel privato e lo rende affascinante per la misteriosa convivenza di aspetti caratteriali contrastanti: cinismo e sensibilità, freddezza ed entusiasmo, abnegazione e individualismo, misticismo e scetticismo insieme. Un artista che intriga proprio per il suo porsi fuori dagli schemi, dotato di un sex appeal che, nonostante l’età –  in “Zona industriale” parla di peripezie con l’altro sesso avvenute dopo i sessant’anni – gli rende possibile la conquista di ragazze con trenta, quarant’anni, di meno. Coinvolgente il racconto del suo innamoramento e matrimonio con la bella attrice russa Ekaterina Volkova dalla quale ha avuto due figli. Coinvolgenti le avventure amorose con ragazze occasionali. “In zona industriale” Eduard Limonov, attraverso il suo vissuto contraddittorio e sincero, fa luce sulle sfaccettature della Russia del nostro tempo.

Teti editore 2018

Eduard Limonov

Zona industriale

Pag. 230 – Euro 16

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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