Sabato, 07 Settembre 2019 10:40

Venezia 76. Premio UNIMED per la diversità culturale e la libertà di espressione artistica a “Ema”

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VENEZIA - In occasione della 76° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, una giuria internazionale composta da 16 studenti provenienti da università associate ad UNIMED, ha assegnato il “Premio UNIMED 2019” al film che meglio rispecchia il valore della diversità culturale, promuove la libertà di espressione artistica e gli scambi culturali.

Il premio UNIMED, premio collaterale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e quest’anno alla sua terza edizione, nasce dalla collaborazione tra UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo, un’associazione di 124 università di 23 paesi di entrambe le sponde del Mediterraneo, la Biennale di Venezia e l’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT. L’UNIMED ha come obiettivo quello di sviluppare la ricerca e l’istruzione universitaria nell’area euro-mediterranea al fine di contribuire alla cooperazione scientifica, culturale, sociale ed economica nella regione. Il premio è stato istituito in memoria del Prof. Franco Rizzi, ex Segretario Generale e fondatore dell’UNIMED, per l’impegno lungo tutto l’arco della vita e carriera per migliorare la cooperazione tra le università euro-mediterranee. La giuria internazionale di studenti universitari che ha partecipato alla 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha conferito il Premio UNIMED 2019 al film “Ema” di Pablo Larraín, per il suo valore artistico e la sua capacità di rappresentare i temi attuali dell’integrazione e del multiculturalismo. 

La giuria ha motivato la sua scelta come segue: “Questo film punta i riflettori sulla diversità culturale e l'integrazione in modo non convenzionale, tramite coraggiose scelte tecniche ed estetiche. È un film-concerto postmoderno e contemporaneo, che sorpassa i confini di amore, sesso e corpo andando oltre l'etica e i pregiudizi sociali. Ema è un anti-eroe che, oltre a incendiare semafori e antiche statue, incenerisce la nostra percezione di famiglia e di genere sullo schermo. Si batte per ricostruire le relazioni umane, basandosi sull'amore incondizionato, sulla libertà e sull'espressione del corpo con un aspro contrasto tra poesia, vita e danza.” 

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