Sabato, 12 Settembre 2020 10:09

Venezia 77. “La verità su la dolce vita”, la genesi di un capolavoro con testimonianze inedite

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A sessant’anni dalla produzione de “La dolce vita” e nel centenario della nascita di Federico Fellini in anteprima mondiale alla 77. Mostra del Cinema di Venezia, fuori concorso, è stato presentato il docufilm di Giuseppe Pedersoli che, con dati e fatti mai resi pubblici, svela la genesi, la fatica e le avventure entusiasmanti di una delle opere immortali della settima arte.  

Subito dopo Venezia “La verità su la dolce vita” sarà in sala, con un tour di proiezioni-evento dal 15 settembre nelle principali città italiane.

Il regista Giuseppe Pedersoli, che compare nel documentario, colpisce perché identico a suo padre l’attore Bud Spencer. Nato a Roma l’11 febbraio 1961, Pedersoli è anche nipote di Giuseppe Amato (produttore de “La Dolce Vita”, “Umberto D.” e altre pietre miliari del Neorealismo italiano). Ha studiato Giurisprudenza a La Statale di Milano e dopo vari film come assistente alla regia, aiuto regista e line producer ha costituito la sua casa di produzione Smile Production nel 1992. Da allora ha prodotto decine di film e serie televisive di successo. 

I fatti sono raccontati attraverso una felice ricostruzione con attori professionisti, sequenze originali del film, testimonianze d’archivio e odierne delle vere personalità: in primis Fellini, Mastroianni, Amato, Dino De Laurentiis, Sandra Milo e tanti altri. “La verità su la dolce vita” di Giuseppe Pedersoli, oltre a essere interessante a causa delle vicende storiche, è molto ben costruito e riesce a comunicare grandezza e limiti dei personaggi, li rende umani, trasmette senza retorica non solo la fatica e il sogno di Federico Fellini, anche il contributo imprescindibile di chi gli è stato vicino fino a logorare la propria salute. Nel documentario la nascita di un film è giustamente descritta come gestazione collettiva.

Il documentario narra con piglio godibile che verso la fine del 1958 Federico Fellini attraversava un periodo professionale complicato perché, malgrado avesse vinto due Oscar, nessun produttore voleva realizzare il suo nuovo progetto: La Dolce Vita. Soltanto uno di loro, Giuseppe Amato, comprese la straordinarietà del soggetto. L’unico a intuire che quel copione era un capolavoro, sebbene fosse conscio che l’operazione sarebbe stata molto rischiosa. Amato, da uomo religioso, partì per ricevere la benedizione di Padre Pio, prima iniziare il lavoro su “La Dolce Vita”.  Poi convinse il magnate e suo storico socio Angelo Rizzoli a co-finanziare l’opera, che arriverà a costare il doppio di quanto preventivato e concordato con Fellini. La lavorazione subì liti, battute d’arresto, sfuriate, minacce. I contrasti tra il regista e la produzione furono molto duri e il film causò la rottura tra Amato e Rizzoli. La Palma d’oro a Cannes e il trionfo al botteghino furono conquiste a caro prezzo.  “La dolce vita” scatenò le polemiche più aspre mai registrate sulla stampa italiana e internazionale, prima di arrivare alla gloria eterna.

La verità su La dolce vita, scritto (con Giorgio Serafini) e diretto da Giuseppe Pedersoli, è prodotto da Gaia Gorrini per Arietta Cinematografica, in associazione con Istituto Luce-Cinecittà e con Chianti Banca Credito Cooperativo. La distribuzione italiana è affidata a Luce-Cinecittà e quella per l’estero a Intramovies.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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