Venerdì, 15 Febbraio 2013 14:47

Ara Pacis. “Tutti De Sica”: inediti del Maestro del Neorealismo Italiano

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ROMA - Una retrospettiva completa che racconta, con immagini e testi inediti, un percorso artistico indimenticabile.

Sono i centomila personaggi interpretati, nella vita e nei film, da Vittorio De Sica. Maestro del neorealismo nel cinema e del trascendentale nella vita quotidiana, tanto da riuscire a mantenere segrete fino alla morte le due famiglie generate insieme alle due mogli Giuditta Rissone e Maria Mercader, De Sica rivive nelle sue molteplici sfaccettature nei preziosi documenti appartenenti all’archivio Rissone ed alla Cineteca di Bologna. Un evento prodotto proprio dalla Fondazione Cineteca di Bologna, a cura di Gian Luca Farinelli, e reso possibile grazie all’ausilio indispensabile dei tre figli Emy, Manuel e Christian. Al Museo dell’Ara Pacis di Roma fino al 28 aprile, è possibile così rivivere l’esperienza del cantante-attore-autore-regista e uomo di spettacolo italiano forse più celebrato nel mondo attraverso una mostra multimediale che, divisa in quattro sale e dodici sezioni, si compone di manifesti originali, oltre 400 fotografie uniche, riprese da set, backstage ed album di famiglia, preziosi copioni, documenti personali e manoscritti di una corrispondenza con i piu’ autorevoli esponenti culturali di un’epoca, costumi originali e oggetti di culto – tra cui la famosa bicicletta dell’omonima pellicola e uno dei 4 Oscar che De Sica ricevette nel corso della sua carriera.

Dai primi successi con Mario Mattoli e la compagnia di spettacoli Zabum, passando per le incisioni discografiche più note (fino alla fine, le persone che incontrava, gli chiedevano di intonare la celebre “Parlami d’amore Mariu’”), scopriamo dei siparietti – dentro e fuori dai set – dedicati al cinema degli esordi nel quale, oltre ai suoi diversificati personaggi di stampo pirandelliano interpretati in teatro con la compagnia della Pavlova prima e di Luigi Almirante dopo e sul grande schermo per registi come Mario Camerini, si fa concreta l’idea di dirigere nel cinema e lanciare nuovi volti. Numerose sono le selezioni ed i provini ad attori non professionisti, analizzati con dovizia dal giovane De Sica per pellicole del tutto innovative e testimoniati dagli scatti fotografici che troneggiano nelle bacheche davanti ai maxischermi  con brani dei lungometraggi originali.

L’itinerario dinamico, che alterna brani della sua vita privata a storici momenti della sua carriera, si sviluppa successivamente nel fondamentale rapporto umano-artistico con Cesare Zavattini. Due personaggi antitetici per carattere ma che proprio nei loro opposti hanno saputo costruire le formule vincenti di lavori come “Sciuscià”, Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano” e “Umberto D.” fino ad arrivare al capolavoro grottesco “Il Giudizio Universale” dove l’oramai “onnipotente regista di attori” ha saputo far convivere sul set decine di famosi interpreti internazionali in ruoli del tutto inusitati.

L’uomo De Sica, diviso tra gli amori e il gioco, ha anche saputo con dignità e determinazione superare barriere come la scomunica della Chiesa e il perbenismo dell’epoca che lo condannava assiduamente, così come ha saputo difendere la dignità della sua professione ed il modernismo dei suoi concetti innovativi in un momento storico segnato dalla censura andreottiana.

De Sica e le sue creature sono sempre andate oltre i convenuti linguaggi: una sperimentazione segnata da scelte di interpreti vincenti, dalla Lollo del primo film del ciclo “Pane Amore e…”  - che codifica un nuovo linguaggio della commedia all’italiana non racchiusa in alcun tipo di cliché – alla Sophia Loren bambina de “La ciociara”, grintosa interprete di “Ieri oggi e domani” o avvenente e divertita femmina di “Matrimonio all’italiana”. Ma il rinnovamento da lui attuato è marcato soprattutto da un pensiero in continuo divenire capace di confrontarsi frequentemente con i cineasti stranieri suoi coetanei e di partecipare attivamente ai nuovi fermenti socio-politico-linguistici delle nuove generazioni, andando ben oltre gli steroetipi del cinema hollywoodiano pre-acquisito.

De Sica muore nel 1974 con ancora molti sogni del cassetto. La sua preziosa eredità, racchiusa in film, saggi e biografie è oggi ancor meglio tramandabile con esposizioni complete come questa mostra, da far conoscere sicuramente, per incuriosire, divertire e riflettere, ai giovani del XXI Secolo.

 

“Tutti De Sica”

Roma, Museo dell’Ara Pacis

Fino al 28 aprile 2013

www.arapacis.it

 

Elisabetta Castiglioni

Giornalista e Promoter Culturale

www.dazebaonews.it

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