Sabato, 05 Marzo 2011 08:31

Arte. Michelangelo Pistoletto al Maxxi di Roma

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ROMA - MICHELANGELO PISTOLETTO: Da uno a Molti, 1956-1974 e CITTADELLARTE  – è  la mostra inaugurata il 3 marzo, dedicata al grande Maestro italiano Michelangelo Pistoletto, a cura di Carlos Basualdo, frutto di una stretta collaborazione tra il MAXXI e  il Philadelfia Museum of Art.  


Si tratta in realtà di due mostre; la prima, divisa in tre sezioni principali (I Quadri specchianti e  i Plexiglass –  gli Oggetti in meno e gli Stracci – Lo Zoo),  raccoglie più di cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private.
La seconda CITTADELLARTE è relativa al progetto che Michelangelo Pistoletto sta portando avanti a partire dal 1988 e che ha come finalità la trasformazione etica della società attraverso l’arte.
Michelangelo Pistoletto (classe 1933), Leone D’oro alla Biennale di Venezia del 2003, è stato uno dei fondatori dell’Arte Povera.  Artista complesso, eterno sperimentatore,  attivo e impegnato in differenti ambiti, lo si potrebbe definire come un “giovane settantasettenne” vitale, comunicativo e coinvolgente, che con la sua pratica artistica rimane ancora una delle voci più importanti e innovative del panorama culturale italiano e internazionale.
La mostra pur prendendo in considerazione un arco di produzione di poco più di venti anni (1956-1974) oltre ad offrire un’opportunità di visione e di analisi delle opere del grande artista, permette una lettura delle trasformazioni sociali, politiche oltre che estetiche che hanno investito l’Italia a partire dal secondo dopoguerra ma anche una chiave per comprendere la situazione attuale.


L’esposizione si apre con gli Autoritratti, opere pittoriche dalla superficie così lucida da introdurre già quello che sarà poi il fil rouge di tutta l’attività creativa di Pistoletto, ovvero “il quadro specchiante”.
“ […] Il quadro specchiante non è la mia cifra, è il mio filo conduttore […] attraversa tutta la mia vita, i momenti della mia storia da quando ho cominciato a operare come artista […]”. Esso rappresenta infatti una possibilità di ingrandire la prospettiva del reale, di introiettare il mondo e restituirlo, ri-presentandolo.
Gli specchi divengono una pratica di meditazione sull’io e sugli altri, in cui il rapporto tradizionale autore/spettatore viene messo in crisi attraverso un  gioco di riflessi e di co-esistenze, implicando un’inevitabile interazione con l’opera d’arte. Si è infatti contemporaneamente fuori e dentro l’opera.


La realtà entra nello specchio ed è la prima tappa per un rapporto globale tra arte e vita anzi, la stratificazione tra le immagini “rappresenta” l’osmosi tra arte e vita.
Pistoletto ritrae singole persone, oggetti, manifestazioni, comizi, restituendo anche uno spaccato di società e indagando temi socio-politici dell’Italia degli anni ‘60. Lo specchio è la storia che viene di volta in volta fissata in momenti che poi diventano memoria, che si ripresenta nel futuro, in una sovrapposizione spazio-temporale. “Nei Quadri specchianti sono già contenute le persone che non sono ancora nate”. Un’opera unica e compartecipativa che comprende il passato, il presente e il futuro, questo è il nodo del lavoro di Pistoletto. Un lavoro di inclusione, di accoglienza, di accostamento di realtà differenti, di cose, di persone, di razze, di luoghi e di tempi, in cui è implicito l’amore per le differenze (che trova pieno sviluppo soprattutto nel progetto di Cittadellarte).
Gli Oggetti in meno, Gli Stracci e le opere della serie Luci e riflessi, sono disposti insieme in un unico ambiente all’interno del MAXXI. Gli Oggetti in meno suggeriscono un senso di sottrazione (di meno appunto) e sono in qualche modo un monito per un ritorno all’essenzialità a dispetto di un consumismo compulsivo. Gli Stracci invece rimandano ancora al tema dell’inclusione, della stratificazione e all’esplosione del sé negli altri, seppure con una cifra estetica differente rispetto agli specchi. E’ tra queste opere che è esposta la celebre “Venere degli Stracci”, simbolo dell’Arte Povera. Un lavoro che sembra suggerire l’esistenza di una sorta di dipendenza reciproca tra i materiali;  la Venere e gli stracci nella loro diversità, più che essere contrapposti sembrano quasi sostenersi a vicenda.

Nella seconda mostra dal titolo CITTADELLARTE l'arte si fa impegno civile e sociale. Il nome rimanda all’idea della “cittadella”, luogo in cui l’arte è protetta e difesa.  Cittadellarte è infatti un laboratorio interdisciplinare per l’arte e la produzione culturale (formato da differenti Uffici: Architettura, Educazione, Moda, Politica, Produzione, Strategia e Comunicazione) con l’obiettivo di porre l’arte al centro di un processo di trasformazione responsabile ed ecosostenibile della società e, soprattutto, in diretta interazione con tutti gli ambiti della società stessa.  In mostra l’opera “Mar Mediterraneo – Love Difference”, un tavolo specchiante che ricalca la sagoma del Mare Nostrum  circondato da 23 sedute completamente differenti tra di loro,  simbolo dell’incontro tra le differenti culture e dell’amore per la diversità; un lavoro decisamente “politico” e in questo momento particolarmente significativo ed attuale.


Infine nella Sala Gian Ferrari l’istallazione "Nuovo Segno d'Infinito”, simbolo del Terzo Paradiso e anche segno distintivo del laboratorio di Cittadellarte. Il Terzo Paradiso è un progetto, una sorta di work in progress multimediale, nato e sviluppato a partire dal 2006 con Gianna Nannini, che ha infatti inaugurato la serata al MAXXI cantando “Mama”, un inno alla procreazione. Pistoletto spiega che "Il Terzo Paradiso è la somma dei due paradisi precedenti, quello naturale in cui gli esseri umani erano integrati alla natura, e quello artificiale subentrato quando l'uomo si è distaccato dalla natura. La zona centrale, il segno più grande, diventa la forza procreativa di una nuova umanità. Quindi simbolo della maternita".  


MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A
00196 Roma

MICHELANGELO PISTOLETTO: Da uno a Molti, 1956-1974 e CITTADELLARTE
4 marzo 2011 – 15 agosto 2011-03-05
orari di apertura 11.00 -19.00
giovedì e sabato: 11.00 – 22.00
giorni di chiusura: chiuso i lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre
info: 06. 399.67.350

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