Venerdì, 23 Marzo 2018 09:01

Monet: il maestro del colore e della Luce al Vittoriano

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A grande richiesta prorogata al 3 giugno 2018

 

E' possibile tracciare su tela le atmosfere, la luce e il dinamismo del colore al fine di creare sensazioni nell'anima dello spettatore? Per Claude-Oscar Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926) è un assoluta verità e cifra del stilistica del suo operato artistico. La mostra Monet, ospitata nella sede del Complesso del Vittoriano - Ala Brasini di Roma, propone al pubblico 60 opere del padre dell’Impressionismo prevenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, quelle stesse opere che l’artista conservava nella sua ultima, amatissima, dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al Museo. 

Monet, partito da una prima esperienza di caricaturista, si è subito convertito all'esperienza impressionista  trasformando la pittura en plein air in una dimensione di vita e una coscienza creativa assolutamente unica cercando nella rappresentazione di una  luce assoluta e di un uso introspettivo del colore del tutto propria e mai conosciuta nel panorama espressivo internazionale. 

Padrone di una tecnica sopraffina e di una capacità rappresentativa del reale fuori dal comune, il pittore francese sapeva con pochi tratti rendere intense e poetiche gli effetti di una  pioggia fitta, delle variazioni atmosferiche del giorno e del crepuscolo, la luminosità del sole  riuscendo a  tramutare i colori in tocchi purissimi di energia avvolgendo lo spettatore in complesso sottile di emozioni, sentimenti fino ad arrivare nel profondo dell'animo umano.

Il percorso espositivo, allestito in modo delicato e puntuale, mette in risalto non solo,’evoluzione della carriera di Monet, ,ma anche le molteplici sfaccettature, restituendo la ricchezza artistica della sua produzione sottolineando le influenze che ebbero i vari Eugène Boudin (paesaggista normanno), Constant Troyon, Thomas Couture, Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Jean-Frédéric Bazille, Claude Monet nella sua crescità artistica sino a giungere alla sua maturità di artista affermato e ben voluto dal pubblico.

 La mostra si snoda attraverso le famose caricature della fine degli anni 50 dell’800 ai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville - e delle sue tante dimore; dai ritratti dei figli alle tele dedicate ai fiori del suo giardino, fino ai suoi dipinti effettuati nel suo ritiro Giverny dove rappresnto diverse serie di salici piangenti, il viale delle rose o del ponticello giapponese, e poi alle magnifiche e colorate Ninfee Tra i capolavori in mostra si ricorda: Portrait de Michel Monet bébé (1878), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londres. Le Parlement. Reflets sur la Tamise (1905).

Con il sostegno dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, la mostra Monet, curata da Marianne Mathieu, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Regione Lazio ed è prodotta e organizzata da Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi.

 

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