Mercoledì, 27 Giugno 2018 13:30

Intervista a Guido Harari

Scritto da
Guido Harari e Marco Pierini (direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria e curatore della mostra) davanti a David Bowie Guido Harari e Marco Pierini (direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria e curatore della mostra) davanti a David Bowie

Dal 29 giugno al 26 agosto la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ospita la mostra fotografica “Wall of Sound” di uno dei maggiori fotografi contemporanei di musica

PERUGIA - Autore di celebri ritratti e notissime copertine di dischi di artisti che spaziano dal rock, al jazz, alla musica classica Guido Harari offre, attraverso oltre 100 fotografie, un’ampia panoramica del lavoro svolto in più di quarant’anni, durante i quali ha immortalato autori del calibro di Fabrizio De André, di cui è stato uno dei fotografi personali, Lou Reed, Giorgio Gaber, Bob Dylan, Vinicio Capossela, Kate Bush, Vasco Rossi, Peter Gabriel, Enzo Jannacci, Riccardo Muti, Miles Davis e tantissimi altri.

La rassegna, intitolata Wall of Sound (come l'omonima galleria di Harari ad Alba (Cn ndr), è curata da Marco Pierini e organizzata in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti di Parma, Umbria Jazz e il Trasimeno Music Festival.

A Guido Harari, in attesa di ammirare le sue opere, abbiamo posto alcune domande:

Fotograficamente parlando, ha qualche rimpianto? Per qualcuno che non è riuscito a fotografare e per qualche artista che, negli anni successivi o in tour successivi, avrebbe forse fotografato meglio?

Non ho rimpianti, ma, dal punto di vista puramente anagrafico, sarei stato felice di nascere dieci anni prima per godermi le rivoluzioni musicali (e non solo) degli anni Sessanta. Per quello che riguarda la fotografia musicale, mi dispiace solo non essere riuscito a fotografare artisti come Amy Winehouse, John Coltrane, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison o gli Who. Avrei desiderato più tempo con Jeff Buckley, purtroppo mancato troppo presto.

In alcune zone del mondo non si ama essere fotografati per il timore che possa essere rubata l'anima. Nelle sue foto questo 'furto' appare. Qual'è l'artista di cui ritiene aver maggiormente "rubato" la vera essenza?

John Trudell, poeta, musicista e attivista Native American, ha ribaltato questo concetto, affermando che le fotografie trasportano la sua anima in giro per il mondo. "Rubare l'essenza" è il più delle volte un atto inconscio, non c'è premeditazione che tenga. Mi è successo forse con la foto di De André addormentato per terra contro un termosifone, con un Ennio Morricone fotofobico che si nasconde dietro una porta lasciando intraveder soltanto i suoi inconfondibili occhiali, o con Dario Fo e la sua maschera che poi tanto maschera non era.

Qual'è stato l'artista più ostico? E quello più disponibile?

L'artista più ostico è stato il musicista Henry Rollins, che pose talmente tanti paletti prima ancora che io cominciassi a scattare, al punto che dovetti andarmene dallo studio e rinunciare allo shooting. Quanto a disponibilità, tra tutti ricordo con grandissimo affetto Mia Martini, Lou Reed, Fabrizio De André, Kate Bush, Pino Daniele.

Tra i tantissimi che sicuramente ha vissuto, qual è l'episodio che maggiormente ricorda?

La foto di Tom Waits che corre con una specie di mantello addosso. Fu una foto "rubata" sul set di un altro fotografo, a Parigi. Il fotografo aveva allestito un mini set in un cortile. Lavorando in pellicola dovette ad un certo punto fermarsi per riavvolgere il rullino e sostituirlo. In pochi secondi Waits gli strappò il fondale di tela dal muro, facendosene un mantello. Io non ebbi alcuna esitazione, e, sicuro di non "rubare" nulla al mio amico collega, cominciai a scattare. Waits sembrò apprezzare che lo sfogo di un momento potesse trasformarsi in un'azione "scenica" e mi assecondò. Sono molto affezionato a quella foto.

Vademecum

GUIDO HARARI
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)
29 giugno–26 agosto 2018
Orari: da martedì a domenica, 8.30-19.30; lunedì 12.00-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)
Biglietti: intero, € 8,00; ridotto, € 4,00, gratuito (per le singole categorie consultare il sito
www.gallerianazionaledellumbria.it/visita/); Card Perugia Città Museo
Informazioni: Tel. 075.58668415; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria/Bookshop: Tel. 075.5721009; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.gallerianazionaledellumbria.it

 

Correlati

labo.jpg

Cerca nel sito

300x300.gif

300x300_canaletto_2.jpg

 

 

300x300.gif

Opinioni

Un’ora d’aria, anzi di Musica. Il lavoro dei grandi compositori entra in carcere…

Il Coro Gesualdo a Rebibbia: “l’uomo non nasce “stonato” va semplicemente “ri-accordato”, affrancato e confortato” Sono le ore dieci e trenta di un venerdì qualsiasi e alla Casa di Reclusione di...

Paolo De Matthaeis - avatar Paolo De Matthaeis

Non solo coaching: siamo ciò che impariamo?

Durante il percorso della vita accumuliamo esperienze, che vanno a riempire le pagine della nostra conoscenza. Fin dalla nascita, ma anche nel grembo materno, inizia il nostro percorso, che ci...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

Speech Art

Quattro voci e una Biennale. Speciale Speech Art Venezia

Quasi alla fine dell’ultima edizione della Biennale di Venezia, raccogliamo le idee e tentiamo di rispondere a un quesito fondamentale che ci sale alla mente, proprio a partire dalle parole...

   Federica La Paglia   - avatar Federica La Paglia

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011 Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077