Mercoledì, 22 Agosto 2018 19:16

Futuro incerto per la Cloaca Maxima

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Il concetto di Bene Culturale si é molto evoluto nel tempo. Dapprima, soprattutto statue, palazzi, quadri; oggi anche siti ambientali, strumenti scientifici ed altro ancora frutto dell'ingegno e dell'intuito umani. Oggi, da chimico suggerisco una visita ad un bene culturale ed ambientale di insolita natura: intendo parlare della Cloaca Maxima, la regina di tutte le fogne, la più antica della vecchia Roma, ancora percorribile e visitabile, vero Museo dell'ingegno umano.

E' nata per merito di Tarquinio Prisco e soprattutto dei suoi tecnici per proteggere dall'inquinamento alcune zone della vecchia Roma (Foro Suburra) convogliando i rifiuti conferiti verso il Tevere.

Risale al settimo secolo a.C.ed é ancora in buone condizioni, soprattutto in relazione alla sua più che duemillenaria etá. La sua altezza era all'origine  di circa 3 metri per una larghezza di 2, poi estesa ad oltre 4 metri, si sviluppava in massima parte sotterranea, ma - come alcune metrolitane del ns tempo - erano in essa presenti tratti alla luce del sole. Erano previste regolari attività di spurgo e di pulizia che ne hanno garantito il funzionamento per oltre un millennio, purtroppo, anche come tomba per quanti-imperatori e cittadini-hanno chiesto di venirvi sepolti. Oggi se ne possono visitare spezzoni a via Cavour, nel Foro Romano, al Foro Boario ed allo sbocco al Tevere presso il Ponte Rotto. Il collettore raccoglieva acque bianche ed acque nere senza alcuna differenziazione. Nell'ottocento con la confluenza della Cloaca Maxima nella rete fognaria urbana ovviamente le cose sono cambiate. Anche l'architettura della fogna è interessante e tecnicamente apprezzabile con la correlazione fra muri tufacei e blocchi regolari a parallelepipedo fino ai fregi che arricchivano i suoi tombini; il più famoso e conosciuto dei quali è presso la Bocca della Verità, a S.Maria in Cosmedin,dove i turisti infilano la mano. Si pensi che i resti di queste preziosità sono stati la ricompensa pattuita con la Ditta americana che a metà novecento drenò il fiume. Malgrado rappresenti un patrimonio culturale di immenso valore che ha ispirato nei secoli autori e pittori (ad esempio il quadro di S.Sebastiano gettato nella Cloaca esposto al Getty Museum di Londra)-si pensi che i massi utilizzati per la sua costruzione sono considerati i più antichi di queste dimensioni- non è mai stato neanche progettato uno studio articolato e sistematico della Cloaca Maxima. Credo che un progetto di tale natura troverebbe anche nella nostra comunità chimica sostegno culturale, supporto tecnico scientifico e convinta adesione.

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