Lunedì, 20 Luglio 2020 09:05

Primo Ricordanze/Emergenze festival: arti e pensieri condivisi nei leopardiani “Monti Azzurri”

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19 luglio | 10 agosto 2020. Nove appuntamenti nelle Marche per parlare di arte, ben vivere,cucina picena e monastica e la magia della musica dal vivo.Tra gli ospiti, Philippe Daverio. 

"“Ricordanze/Emergenze Festival” trae il suo nome da due cause. Da un lato la suggestione di Leopardi che definì “Monti azzurri” i Sibillini visti nelle “Ricordanze”; e questa comunità, legata da una coesa Unione Montana, è orgogliosa di tale visione, poetica e sospesa, grazie alla sua natura, intensa e suadente, e a genti appassionate. Dall’altro le Emergenze che ne assillano il territorio: denatalità e invecchiamento, l’eterno post-sisma, fino alla pandemia globale.

Ricordanze/Emergenze Festival è organizzato da Unione Montana dei Monti Azzurri, Unicam, Associazione Borghi Autentici d’Italia, X Festival Europeo delle Vie Francigene ed è alla sua prima edizione, dal 19 luglio al 10 agosto.

Un festival per tornare a vederci e trovare stimoli nuovi, oltre ogni criticità”, è il pensiero del presidente dell’Unione Montana, Gianpiero Feliciotti.

Il perché del Festival? Cogliere le tendenze in atto che a volte all’Europa fanno scuola, come accade per il cibo, le narrazioni e la cultura. Oltre ogni inopportuna rassegnazione”, afferma il direttore artistico del Festival, Sandro Polci.

Il percorso artistico inizia domenica 19 luglio da Tolentino con una provocazione rivolta al critico Philippe Daverio da Sandro Polci, circa la superiorità dell’arte sulle regole dell’economia: “Perché l’arte arriva prima dell’economia?”.

Prosegue il 31 luglio con l’ascolto delle sapienti parole di Stefano Papetti, docente e responsabile delle gallerie di Ascoli Piceno, sul tema della Peste vinta?”, sollecitato da due quadri esposti per una sola sera, dal crepuscolo alla notte: il primo di Osvaldo Licini Maestro del “primitivismo fantastico”, a Monte San Martino, il secondo di Nino Ricci, “umanista immoto” nel suo novantesimo anno di vita, il 1° agosto a Camporotondo di Fiastrone.

Il percorso procede, poi, con specifici approcci. Il tema del cibo è protagonista il 2 agosto a Belforte del Chienti con la presentazione dello splendido libro “La cucina picena”, scritto nel 1993 da Allan Evans, recentemente scomparso, e Beatrice Muzi che da New York darà il suo contributo insieme con il prof. Carlo Cambi presente all'appuntamento.

Il 4 agosto a Santangelo in Pontano con “Cammini di fede, cultura e turismo: insieme è futuro. Dalle radici storiche della Via Francigena al bel vivere dei borghi”. Un confronto a più voci, tra cui il prof. Massimo Sargolini, allietato da musiche d'epoca.

Ancora arte culinaria il 7 agosto a Loro Piceno, con il nuovissimo “I sapori della cucina monastica. Memorie e antichi ricettari delle Marche”, di Tommaso Lucchetti, con l’editore Giorgio Mangani.

Il percorso di Ricordanze/Emergenze Festival prosegue l’8 agosto a Colmurano con il confronto sulla ricerca “Cibo e dintorni (rurali)” dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia - realizzata da Sandro Polci - con l’intervento del segretario generale dell’Associazione, Maurizio Capelli, e del direttore provinciale della Coldiretti, Giordano Nasini.

Domenica 9 agosto è la volta di Gualdo con il dibattito“Silver Cohousing”, i giovani ottantenni e la qualità della vita insieme, concrete possibilità di condivisione abitativa. Saranno presenti il Vescovo emerito di Fabriano-Matelica don Giancarlo Vecerrica, il rettore UNICAM Claudio Pettinari e il presidente dell’Unione Monti Azzurri, Gianpiero Feliciotti.

A chiudere il Festival, lunedì 10 agosto, un breve cammino nel Parco dei “Paesaggi d’acqua” a Penna San Giovanni e un concerto d’arpa, in una radura, della musicista Lucia Galli alla “luna gibbosa e calante”.

Ricordanze/Emergenze Festival nasce in questa estate certamente particolare, negli spiragli concessi dalle misure di sicurezza sanitaria; invita a uscire, con le dovute cautele, dall’universo sospeso di solitudine e telematica degli ultimi mesi, per ragionare e per “ben essere” insieme. Lo fa grazie a una comunità, legata da una coesa Unione Montana, orgogliosa della visione poetica della sua natura, intensa e suadente, delle sue genti appassionate.

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