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"Vo(l)to di Donna". La mostra per i 70 anni del voto alle donne italiane

"Vo(l)to di Donna". La mostra per i 70 anni del voto alle donne italiane

L’esposizione, visitabile nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, attraverso un corpus di ottanta opere divise in tre sezioni offre una panoramica dell’immaginario delle donne e sulle donne che ha accompagnato la storia italiana del Novecento

ROMA - È stata inaugurata il 1 dicembre, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la grande mostra prodotta e organizzata da MetaMorfosi, dal titolo Vo(l)to di Donna, per celebrare i 70 anni del voto alle donne in Italia.

Dopo le macerie e le miserie lasciate dalla dittatura e dalla guerra, il 10 marzo del 1946, viene emanato il decreto relativo alle “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente” e comincia per le donne italiane una nuova stagione che le porterà ad essere finalmente incluse nell’elettorato attivo e passivo. La mostra, ospite della Camera dei deputati, è dunque dedicata alle donne, in particolare alle italiane - di nascita e d’elezione - fino ad allora sempre state sotto la potestà di un maschio, padre o marito, che rischiavano il licenziamento se volevano sposarsi, che a parità di lavoro ricevevano un salario inferiore a quello degli uomini e che anche all'interno della famiglia non godevano di parità. 

L’inaugurazione della mostra è stata preceduta dal convegno, che si è tenuto nella sala della Lupa a Montecitorio, dal titolo  ”Il nuovo protagonismo femminile nell'arte”. 

 

 

La Presidente della Camera, Laura Boldrini, nel suo saluto introduttivo ha sottolineato come la rassegna sia un grande omaggio all’impegno femminile. “La Camera - ha dichiarato Boldrini - ospita la mostra “Vo(l)to di donna”, nella prestigiosa Sala della Regina, perché anche l’Arte raccontata dalle donne e per le donne possa essere protagonista di questo momento di riflessione”.

Il Presidente di MetaMorfosi, Pietro Folena ha espresso invece la volontà di di far diventare Vo(l)to di donna una mostra itinerante, nei prossimi mesi e anni, nelle città e nelle scuole di tutto il Paese, per dare voce soprattutto alle nuove generazioni che intendono fare dell’arte la propria scommessa di vita. 

Sono inoltre intervenute Cristina Acidini, presidente dell’Accademia della Arti e del Disegno di Firenze, Cristiana Collu, Direttrice della Galleria Nazionale di Roma ed Elena Manzoni di Chiosca, sorella di Piero Manzoni e madre dell’artista Pippa Bacca, nonché Presidente della Fondazione Piero Manzoni.  

L’esposizione, nata dal progetto di Graziella Falconi e curata da Silvia Pegoraro con Graziella Falconi e Anna Carla Merone, attraverso un corpus di ottanta opere divise in tre sezioni, offre una panoramica dell’immaginario delle donne e sulle donne che ha accompagnato la storia italiana del Novecento. È inoltre preceduta da una documentazione o, più esattamente, da una “sottolineatura” di alcuni tra i momenti più significativi riguardanti le donne e i loro movimenti, che testimoniano la resilienza e la capacità delle donne di costruire reti utili non solo per sé stesse, ma, più in generale, per la conquista della modernità della società italiana.

La prima sezione dal titolo Nell’ombra della storia: corpi femminili, sguardi maschili, presenta opere di uomini che hanno fatto della donna l’oggetto della propria arte con particolare frequenza e intensità: tra questi Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Giovanni Boldini, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Arturo Martini, Pino Pascali, Piero Pizzi Cannella, Mimmo Rotella, Alberto Savinio (autore dello splendido ritratto di Palma Bucarelli del ‘45 prestato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e scelto come immagine-simbolo della mostra), Mario Schifano, Mario Sironi. 

La seconda sezione, dedicata alle opere di artiste italiane che con la loro carica innovativa e il potere dirompente della loro poetica hanno trasformato il panorama artistico del Novecento e dell’inizio del nuovo millennio, è intitolata Alice oltre lo specchio: la donna nell’arte da oggetto a soggetto e vede protagoniste artiste come Carla Accardi, Pippa Bacca, Benedetta Cappa Marinetti, Dadamaino, Marilù Eustachio, Léonor Fini, Giosetta Fioroni, Paola Gandolfi, Maria Lai, Ketty La Rocca, Bice Lazzari, Titina Maselli, Antonietta Raphaël Mafai, Cloti Ricciardi, Grazia Toderi e molte altre.   

Infine la terza sezione è dedicata a sedici artiste straniere di fama internazionale scelte per il valore sia estetico sia socio-politico del loro lavoro: sono le “nuove italiane” arrivate da Venezuela, Iran, Georgia, Senegal, Libia, Argentina, Ucraina, Sudan, Spagna, Australia, Germania, Tunisia, Cina, Giappone, Stati Uniti d’America, che giorno per giorno si confrontano con il nostro Paese e con la sua eredità culturale. Titolo di questa ultima sezione che chiude l’esposizione è Arte come emancipazione e libertà: le “nuove italiane”.

La mostra è promossa dalla Fondazione Bellisario, la Fondazione Nilde Iotti e l’Associazione Culturale ArtisticaMente, con il contributo di Enel, Banca d’Italia e Fondazione Bracco. 

Vademecum

VO(L)TO DI DONNA
Roma, Palazzo Montecitorio, Camera dei deputati, Sala della Regina
dal 1° dicembre 2016 al 18 gennaio 2017
Orari: giovedì 1° dicembre dalle 16.30 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) 
dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
domenica 11 dicembre e 15 gennaio 2017 
in occasione della manifestazione Montecitorio a Porte Aperte dalle 10.30 alle 16.00
Ingresso di accesso: ingresso principale in Piazza Montecitorio
Giorni di chiusura: sabato e domenica 
(compresi sabato 24 e domenica 25 dicembre e sabato 31 dicembre e domenica 1° gennaio)
Altre chiusure: giovedì 8 dicembre, lunedì 26 dicembre 2016 e venerdì 6 gennaio 2017
Informazioni e orari: 06 67601 – www.camera.it
Ingresso libero

 

 

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