Eugenio Murrali

Eugenio Murrali

ROMA - Si devono essere incontrati da qualche parte, conosciuti, innamorati. Li immagino un pomeriggio a chiacchierare insieme, Emma Dante e il dio Dioniso, il dio del teatro, come in un racconto di Esiodo, a ridere, a degustare vino e pensieri, a creare. 

ROMA - Di altri, nel panorama teatrale italiano, non se ne sente o non se ne sente più la necessità. Di Agnese Fallongo, invece, avevamo bisogno e per fortuna è comparsa. Con il suo “La leggenda del pescatore che non sapeva nuotare”, regia di Alessandra Fallucchi, l’1 e 2 ottobre Agnese è tornata al Teatro Quirino, riempiendone la platea e confermandosi una delle autrici più interessanti nell’orizzonte della nuova drammaturgia nazionale.

ROMA - Verso la fine dell’Edipo re di Sofocle, Giocasta grida al protagonista: “No, per gli dei! Se tieni alla tua vita, abbandona questa ricerca! Basta il mio dolore”. È quel momento in cui la madre comprende fino in fondo quanto è accaduto nel palazzo di Tebe e vuole salvare il figlio, che è anche il marito, dalla verità. 

La storia squinternata di due cugine si trasforma in vicenda eminentemente politica, in teatro civile, che entra nella vita e tenta di confrontarsi con le sclerosi delle mentalità dominanti. Emiliano Russo costruisce con grande intelligenza una regia di scalmanata gioia e ne fa anche spettacolo musicale.

Tona in scena dopo trent’anni, grazie a Walter Pagliaro, al teatro Palladium di Roma, “Il Pellicano” di August Strindberg. Il regista: “Ho cercato di restituire la visionarietà dell’autore”

Oggi e domani al Teatro Due di Roma nell’ambito della rassegna “Lei”, lo spettacolo che entra nelle meccaniche adolescenziali dei nativi digitali 

ROMA - Dalla sala B dell’India arriva una buona notizia: il Teatro italiano è ancora vivo. A confermarcelo sono i 7 talenti veri della compagnia Musella-Mazzarelli, che avrebbe voluto darci la notizia per mezzo di un’architettura drammaturgica intricata, mentre è riuscita a comunicarcela con la coralità felice dell’interpretazione e un linguaggio vivissimo sulla scena. 

ROMA - Un’affinità esclusiva lega Domenico Starnone e Silvio Orlando. Anzi, no, non possiamo parlare di semplice affinità: sulla scena di Lacci, tra la scrittura dell’autore e la complessione dell’attore c’è pura passione d’amore. Spesso, però, la passione amorosa fa sì che l’universo gioisca quando l’amato è lì con noi e che tutto crolli quando si allontana. 

ROMA - Solo un cellulare ha squillato, c’è stato un applauso a scena aperta, anche se non convintissimo, uno più deciso in un momento di buio, abbondanti alla fine.

ROMA - Giuseppe Argirò è un amico. È il regista dell’ “Orestea” di Eschilo – in scena fino a domenica al teatro Arcobaleno di Roma – e, sì, è un amico.

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