Lunedì, 21 Ottobre 2013 10:54

Teatro delle Muse. Il Presepe di Amleto. Recensione

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ROMA - Questa divertente commedia, scritta e diretta da Geppi Di Stasio, ha appena debuttato al Teatro delle Muse.  Di Stasio, autore colto e raffinato, ci ha ormai abituati a questi suoi lavori dalla costruzione ardita e particolare.

Il Presepe, infatti, costituisce l’elemento fondante di una nota commedia del grande Eduardo, mentre Amleto è uno dei personaggi più noti creati da quel genio di William Shakespeare.  In questa opera l’Autore cerca così di accostare due drammaturgie molto diverse tra loro, riuscendo a trovare il giusto punto di contatto.

Tommasino, un ragazzotto napoletano che ha perso entrambi i genitori, vive con sua sorella Ninetta e il suo nuovo marito, Vittorio. Non riesce però ad accettare la scomparsa del padre, la cui responsabilità scarica su sua sorella, che la lasciato il primo marito, per sposare la sua nuova fiamma. Insomma, se il padre non ha retto al dolore,  la colpa è di Ninetta e Vittorio, nei confronti dei quali minaccia cruenta vendetta. E nel frattempo, continua a preparare un Presepe durante tutto l’anno. A seguito di tutto ciò, Tommasino si identifica  con Amleto, principe di Danimarca, in costante  voglia di vendetta. La teatralità della vicenda diventa comica  quando la “dottoressa Frida”, una psicologa, chiamata per curare Tommasino (che evidentemente ha dei problemini psichici) organizza una messa in scena con l’apparizione dei finti spettri dei genitori, i quali suggeriscono la pacificazione familiare. In effetti, sotto i lenzuoli bianchi, ci sono la sorella e il cognato. Ma quanto c’è di vero in questa bizzarra messa in scena degli spettri?  Tommasino sa? E’ complice consapevole della messa in scena? E’ quello che scopriremo andando a teatro!

Questo è il binario si quale viaggia tutta la drammaturgia, dando ovviamente spunto a momenti di grande comicità, ma anche a profonde riflessioni esistenziali. L’Autore tiene a sottolineare anche i riferimenti edipici che, sebbene inesistenti in Eduardo, in Shakespeare hanno una causa nobile. Ma in Tommasino, il complesso di Edipo si sposta verso la sorella, pur senza alcuna valenza sessuale o morbosa, ma solo in quanto ritenuta responsabile della morte dei genitori, specie del padre.

Insomma, il mix Eduardo-Shakespeare sembra funzionare: il pubblico ha apprezzato moltissimo questo lavoro, che crediamo sia una novità assoluta. Come sempre di grande spessore si dimostra la Compagnia Stabile del Teatro delle Muse: Wanda Pirol è una grande Ninetta (la sorella) e Rino Santoro è un ottimo cognato Vittorio. Geppi Di Stasio si cimenta nel difficile ruolo di Tommasino-Amleto, mentre Antonio Lubrano interpreta Pasquale, un colorito artigiano che fabbrica pastori da presepe su ordinazione. Roberta Sanzò è Rosetta, l’innamorata di Tommasino, ovvero colei che cercherà di riportare alla normalità l’equilibrio del giovanotto, mentre Giovannino (fratello di Rosetta nonché amico di Tommasino) è interpretato da Lino Mandile. Completa il cast Manuela Atturo, nel simpatico ruolo della “dottoressa”.

Una commedia sicuramente da vedere!

 

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma Tel. 06.44 23 36 49 - 06.44 11 91

fino al 17 novembre 2013

Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio  in

Il presepe di Amleto

 

Salvatore Sciré

Giornalista e autore teatrale

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