Domenica, 02 Febbraio 2014 20:51

Philip Seymour Hoffman. “The master” ci saluta

Scritto da

Degli esseri umani che mai abbiamo frequentato, la cui realtà ci arriva da una ribalta, apprezziamo quello che riescono a trasmetterci di emozionale e condivisibile: Philip Seymour Hoffmam, che ricordiamo nell’indimenticabile “The master” era uno di questi – per inciso The Master è un film del2012scritto e diretto daPaul Thomas Anderson, che alla mostra del cinema di Venezia avrebbe meritato più di quel che ha ottenuto  - uno di quegli uomini, insomma, che ci fanno sentire uguali. Il segreto di chi è grande.

In “The master” Philip Seymour Hoffman incarnò il prototipo del maestro di una setta – il film era ispirato a Scientology -  con una capacità che lo consegna alla storia del cinema.

Accade che persone di talento, siano al contempo fragili. Oggi sappiamo Philip Seymour Hoffman è morto per overdose. L’attore Premio Oscar è stato trovato senza vita nel suo appartamento di Manhattan, New York. Secondo quanto riportato dal New York Post. Purtroppo Hoffman aveva in passato lottato contro la tossicodipendenza, finendo in rehab un anno fa per abuso di eroina.

Esponente del cinema indipendente, Hoffman debuttò nel 1991 con la partecipazione a Triple Bogey on a Par Five Hole. Notato dalle grandi case di produzione cinematografica di Hollywood, venne chiamato per un ruolo in Scent of a Woman - Profumo di donna, del 1992. Negli anni successivi fu protagonista di diversi film di grande successo, quali Boogie NightsIl grand LebowskiHappinessMagnoliaIl talento di Mr. RipleyQuasi famosiUbriaco d'amoreRed Dragon e La 25ª ora

Nel 2005 fu meritatamente  incoronato con Truman Capote – per l’interpretazione di “A sangue freddo”, titolo che gli fece vincere qualsiasi riconoscimento cinematografico,  Oscar compreso. Interprete eccellente, nel cui passato sentimentale esiste solo la costumista Mimi O’Donnel, che aveva incontrato sul set dell’opera teatrale da lui diretta We’d All Be Kings. Con Mimi nacque un amore che diede vita a re figli.

Molti critici lo considerano il più grande attore della sua generazione, ma non è il primo e non è l’ultimo, che si è arreso al mistero chiamato droga. Alla continua pericolosa esposizione del successo, a quell’insoddisfazione del vivere che, stranamente, diventa un modo malsano di relazionarsi proprio di chi avrebbe tutto.

 

 

 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Poesia

Non è semplice farsi amare

Mi perdo in questo parlare di voci insolenti di me che sono il loro ultimo pensiero.

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

Un mondo scomparso

Contadini un mondo scomparso. I “contadini che siamo stati.”

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Opinioni

Venezia 2019. Un libro su “I Cannibali”, un premio e un buon bicchiere di vino

Le donne del vino, UNIROMA3 e il Centro Studi di Psicologia dell'Arte e Psicoterapie Espressive per il Premio Gregorio Napoli 

Paola Dei -  Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI - avatar Paola Dei - Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI

Venezia 76. Pre-apertura con Ecstasy e il primo nudo integrale

VENEZIA - Correva l’anno 1932, il cinema si stava affermando alla grande, le platee si allargavano a vista, ma non era tutto rose e fiori. Non mancavano i problemi: gli...

Sandro Marucci - avatar Sandro Marucci

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]