Venerdì, 28 Febbraio 2014 14:00

Sala Umberto. Il prigioniero della seconda strada. Recensione

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ROMA - Al Teatro Sala Umberto è in scena  un lavoro particolare, ben interpretato e ben diretto, dal titolo IL PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA. Autore di questa commedia è  Neil Simon , drammaturgo newyorkese, autore di successi mondiali quali  La strana coppia e Stanno suonando la nostra canzone

La commedia, che è del 1971, ancora oggi si rivela abbastanza attuale:  parla, infatti, di crisi economica e di tutte quelle problematiche lavorative, che fatalmente vanno ad incidere sulla normale armonia di una coppia collaudata. E così, sul palco del Sala Umberto, abbiamo potuto apprezzare nel ruolo dei coniugi Mel e Edna - cui danno vita egregiamente -  MaurizioCasagrande e Tosca D’Aquino

 

Lui è un onesto dirigente d’azienda, quasi in crisi conclamata; lei, invece, una donna coraggiosa che vuole comunque affrontare la vita e risolvere i vari problemi. La pièce prende il via in una serata estiva, tremendamente calda, a New York. La coppia vive sulla Seconda Strada, al 14° piano, ma il povero Mel non riesce a dormire:  fuori fa troppo caldo e il balcone deve stare per forza chiuso;  dentro, invece, causa  condizionatore rotto, fa troppo freddo. Tentando invano di dormire sul divano di casa, Mel sfoga in una colorita serie di irresistibili ed esilaranti nevrosi che nascono dalle cause più diverse:  lo sciacquone difettoso del gabinetto, due vicine hostess che ogni notte praticano l’ars amatoria in modo rumoroso e invasivo, cani che abbaiano e vicini che si lamentano proprio del suo lamentarsi; fino al classico gavettone estivo!  Edna affettuosamente cerca di calmare Mel, ma senza esito; fin quando lui non le confessa di essere stato già licenziato. Nel frattempo, i ladri sono entrati in casa e hanno portato via tutto, anche le “mutande”!!!!!! 

 

A questo punto, i ruoli si invertono: lui rimane in casa a sbrigare le faccende e vedere la TV e la povera Edna trova un lavoro che la impegna: inutile dire che a questo punto iniziano anche le gelosie da parte di Mel, che si agita sempre di più e imbocca una strada senza apparente via di uscita: nevrosi cronica e forte depressione, al punto che, chiamati dalla cognata, si presentano il fratello e tre sorelle di Mel, per cercare di aiutarlo in qualche modo, ma l’unica cosa che riescono a realizzare è una raccolta di soldi per pagargli le cure e poi... ognuno per i fatti suoi!  Solo verso la fine, i due riscoprono l’importanza dell’amore e, in un momento di lucidità, Mel rifiuta anche il sostegno economico dei fratelli, strappando platealmente l’assegno.

 

Come si diceva, il testo risulta ancora attuale, grazie anche all’adattamento di Giovanni Anfuso, che ha curato anche la regia, tutto sommato gradevole e ben ritmata. Forse l’elemento più debole è proprio il testo, nonostante il lavoro registico: l’aspetto nevrotico tende a diventare quasi ossessivo e ripetitivo, anche perchè, in realtà non succedono grandi cose, nell’evoluzione drammaturgica. Fra le trovate migliori, sicuramente la rappresentazione dei ladri in casa, realizzata con un grande velatino, dietro il quale si vedono delle ombre che si aggirano con le torce e, al ritorno a casa dei coniugi, una fila di vestiti che volano via verso l’altro, fino a sparire. Bella anche la trovata della nevicata nella scena finale.  

 

Bravi i due protagonisti, Maurizio  Casagrande e Tosca D’Aquino, capaci di tenere saldamente la scena per quasi due ore. Bravi anche Barbara Folchitto, Adriano Giraldi , Paola Bonesi e Marzia Postogna che si fanno apprezzare pur nel piccolo ruolo dei fratelli di Mel. Belle anche le scene, di Alessandro Chiti  e i costumi di Alessandra Ricci . Le musiche sono di  Massimiliano Forza.

 

Dal 25 febbraio 2014                 

Teatro SALA UMBERTO 

Via della Mercede, 50

Info: 06.6794753/06.97274066

www.salaumberto.com   

Salvatore Sciré

Giornalista e autore teatrale

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