Martedì, 22 Aprile 2014 12:58

Teatro Brancaccio. “Karol Wojtyla – la vera storia”. Interessante musical. Recensione

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ROMA -  Al Teatro Brancaccio ha debuttato  “Karol Wojtyla – la vera storia”, un musical ispirato alla vita di Papa Giovanni Paolo II, evidentemente messo in scena proprio in concomitanza con l’elevazione agli altari del grande Pontefice, la cui figura ha avuto una enorme importanza nell’ultimo quarto di secolo da poco passato.

E’ un viaggio emozionante, che risale all’adolescenza di Karol Wojtyla, (chiamato in casa e dagli amici con il diminutivo di Lolek), e agli anni di Wadowice, quando perse prima la madre e poi il fratello maggiore appena laureatosi in medicina. E dove “tutto ebbe inizio”, sostanzialmente! Il musical descrive i momenti più salienti della vita di Papa Wojtyla, dalle prime esperienze teatrali alla vocazione sacerdotale, per poi vivere l’addensarsi delle nubi di guerra e quindi l’invasione della Polonia, la convivenza forzata con il regime comunista, la nomina cardinalizia, fino al famoso conclave del 1981 e a quella frase ormai passata alla storia “se sbaglio... mi corrigerete”!!!!!!! 

Sicuramente meritorio e appassionante l’idea di ripercorrere teatralmente la vita di Papa Wojtyla, quindi con un linguaggio artistico che questo grande pontefice aveva particolarmente amato ed apprezzato. 

Un lavoro che evidenzia soprattutto gli aspetti umani, vorremmo dire di quotidianità, di un uomo che con la sua azione e il suo impegno è riuscito a cambiare il mondo, un mondo complicato di cui Egli non aveva paura e che affrontava a testa alta, forte della Sua fede e convinto della Sua missione terrena. Non c’è dubbio che la protagonista assoluta di questo interessante musical sia la tecnologia: un enorme specchio magico, olomonitor che scendono dall’alto, videoscene,  ci offrono  una  stupefacente scenografia in 3D.  Gli effetti speciali spettacolari ormai abituali nel cinema, vengono qui ricreati sul palco. Sicuramente una forte commistione fra  teatro e cinema...! 

La regia è di Duccio Forzano, autore anche dei testi insieme a Donatella Damato, Patrizia Barsotti e Gaetano Stella.  Dal punto di vista strettamente e tecnicamente teatrale, dobbiamo dire che a nostro modo di vedere sicuramente c’è un forte squilibrio tra la parte cantata e quella recitata, nel senso di un’ eccessiva prevalenza della musica rispetto alla parola. Se poi ci aggiungiamo che le musiche, firmate dalla pur brava Noa, sono un po’ troppo  ripetitive nel loro genere e che comunque “non ti prendono”, si conferma quanto sopra. Ovviamente, punti di vista! Vi sono, invece, momenti di grande tenerezza, come quelle che ricordano gli affetti familiari, o scene di grande efficacia teatrale, come lo scoppio della seconda guerra mondiale (affidata agli effetti speciali; e non poteva essere altrimenti!); oppure il quadro che si svolge nella cava, in cui il giovane Lolek va a lavorare per evitare di essere deportato in Germania. Belli anche i suggestivi flashback e i balletti, le cui coreografie sono firmate da un grande della danza come Tuccio Rigano. Tutti bravi i protagonisti, tra cui ricordiamo Virgilio Brancaccio (Karol adulto) Lisa Angelillo (nel ruolo della madre Emilia), Simone Pieroni (il padre Karol) , Roberto Rossetti ( il fratello Edmund), Matteo Macchioni (il card. Stanislaw Dziwisz), Jacopo Bruno (l’amico Jurek),  Barbara Arnera (Tesia)  e Alessandro Bendinelli (Karol bambino). 

Uno spettacolo interessante!

         

Dal 15 aprile  2014 in avanti

TEATRO BRANCACCIO  

Via Merulana 244 – info 06.80687231/32

www.teatrobrancaccio.it 

http://www.karolwojtylaoperamusical.it 

Salvatore Sciré

Giornalista e autore teatrale

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