Martedì, 23 Settembre 2014 21:03

Cineceteca di Bologna. Restaurato e distribuito “I 400 colpi” di Truffaut

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ROMA - Da 30 anni il cinema è orfano di François Truffaut: se ne andava il 21 ottobre 1984. E con il film d’esordio – “follemente ambizioso e follemente sincero” – di un giovanissimo e cinefilissimo autore, la Cineteca di Bologna inaugura la nuova stagione del suo progetto distributivo Il Cinema Ritrovato. Al cinema, per portare in sala i classici restaurati, sostenuto quest’anno dal main sponsor Gruppo Unipol.

Da giovedì 25 settembre sarà infatti nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut conquistava il premio per la Miglior regia al Festival di Cannes del 1959: I 400 colpi, film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò la modernità e il talento unico del suo autore e di un adolescente, Jean-Pierre Léaud, destinato ad accompagnare, nei panni di Antoine Doinel, l’avventura cinematografica di François Truffaut.

Nei 400 colpi, Antoine Doinel corre più forte che può: ha quattordici anni, è uno studente furbo e svogliato, allestisce altarini in onore di Balzac, ruba una macchina da scrivere. Antoine cambia il modo in cui il cinema guarda il mondo: sguardo infantile, struggente, dalla finestrella del cellulare che lo porta al riformatorio, sguardo di colpo adulto davanti al mare che blocca la sua corsa. 
Se Jean-Luc Godard ha fatto della Nouvelle Vague qualcosa di travolgente, François Truffaut l’ha destinata all’eternità: “Con I 400 colpi, François Truffaut entra nel cinema francese moderno come nel collegio della nostra infanzia”, queste le parole dello stesso Godard. “Ragazzi umiliati di Bernanos. Ragazzi al potere di Vitrac. Ragazzi terribili di Melville-Cocteau. E ragazzi di Vigo, ragazzi di Rossellini, insomma ragazzi di Truffaut, espressione che passerà dopo l’uscita del film nel linguaggio comune. Si dirà presto i ragazzi di Truffaut come si dice i lancieri del Bengala, i guastafeste, i re della mafia, gli assi del volante, o anche, per dirla in due parole, i drogati del cinema”. 

Inoltre, dal 10 ottobre al 31 novembre presso i maggiori punti vendita La Feltrinelli di tutta Italia, i capolavori di François Truffaut, pubblicati da BIM, saranno disponibili al prezzo speciale di € 6,90: I 400 colpiBaci rubatiLa calda amanteLe due inglesiFinalmente domenica!, Jules e JimL’amore fuggeL’ultimo metròMica scema la ragazza!, La signora della porta accanto e Tirate sul pianista

E così, con un “drogato del cinema”, con il cinefilo per antonomasia, la Cineteca di Bologna rinnova, per il secondo anno il suo progetto, forse anch’esso “follemente ambizioso e follemente sincero”, Il Cinema Ritrovato. Al cinema: ai 400 colpi, seguiranno, nel mese di novembre, Gioventù bruciata di Nicholas Ray, con l’icona James Dean, e, nel mese di dicembre, Tempi moderni, a conclusione di un 2014 che la Cineteca di Bologna e l’Association Chaplin hanno dedicato al Centenario del personaggio più popolare della storia del cinema, Charlot, nato nel 1914 dal genio di Charles Chaplin.

Classici del cinema che ritrovano il grande schermo, l’incontro vivo con il pubblico di una sala cinematografica. Capolavori di ogni tempo (e senza tempo) che tornano a essere prime visioni, anche per le generazioni di oggi: perché è solo la visione collettiva davanti a un grande schermo che può recuperare, di questi film, l’autentica bellezza visiva, l’emozione dirompente e tutto il divertimento, il piacere, il brivido.


Il Cinema Ritrovato. Al Cinema  Classici restaurati in prima visione

Dal 25 settembre nelle sale italiane I 400 COLPI (Les 400 Coups, Francia/1959) di François Truffaut (93’)

Versione originale francese con sottotitoli italiani Restauro realizzato da Mk2


Soggetto: François Truffaut Sceneggiatura: François Truffaut, Marcel Moussy Fotografia: Henri Decaë Montaggio: Marie-Josèphe Yoyotte Scenografia: Bernard Evein Musica: Jean ConstantinInterpreti: Jean-Pierre Léaud (Antoine Doinel), Claire Maurier (Sig.ra Doinel), Albert Remy (Sig. Doinel), Guy Decomble (il professore), Patrick Auffay (René Bigey), Georges Flamant (il signor Bigey), Yvonne Claudie (la signora Bigey), Robert Beauvais (il preside)




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