Domenica, 01 Marzo 2015 15:41

“Sofà... ma non si dice!”. Tradimento, collante della coppia? Recensione

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ROMA - Va in scena al teatro Testaccio fino all’ 8 Marzo una divertente commedia scritta e diretta da Salvatore Scirè. La tematica è scottante: le relazioni di coppia instabili e irrisolte in cui l’unico elemento costante sembra essere… il tradimento!  

Giulio e Flavia compongono quella che loro stessi definiscono “una coppia aperta, anzi apertissima”. Agli atti risultano essere marito e moglie, ma la realtà quotidiana della vita coniugale si discosta molto da una ipotetica normalità. I due sono coinquilini di giorno e perfetti sconosciuti di notte, allorquando ciascuno si congiunge con il proprio “amante ufficiale”. Giulio ha una relazione consolidata con Laura, amica di lunga data di sua moglie Flavia. Inoltre, lavorando nell’ ambito della moda, può bearsi della compagnia di attrici, modelle, segretarie. Anche il tradimento presenta una sua gradualità e va centellinato di volta in volta nella giusta dose. C’è una nuova donna che attira l’ attenzione di Giulio: è Martina, la domestica assunta da poco tramite agenzia. Sarà la prossima preda? Questo sistema di pacifica dissoluzione morale incontra quale unico e tenace oppositore la madre di Giulio, legata a una visione tradizionale di “famiglia”. Riuscirà la donna a far inceppare gli ingranaggi di un perfetto meccanismo di tradimenti reciproci?

La commedia, briosa e divertente, ritrae un microcosmo familiare che pare aver trovato un suo equilibrio precario basato sull’ assoluta libertà  reciproca. Ecco dunque che la coppia si apre fino a far entrare chiunque sia gradito. Alla base c’è l’ illusione che basti la sincerità per far digerire qualunque boccone amaro. Il titolo dell’opera dà invece un consiglio che va in tutt’ altra direzione. Il nome dei protagonisti è tipicamente romano e in effetti l’ opera è ambientata nell’ interno di un elegante appartamento situato nella città eterna. Se “La grande bellezza” ci portava in giro fra le meraviglie di Roma mostrandoci al contempo la decadenza di un mondo, questa opera, scritta diversi anni prima, illustra gli effetti che tale decadenza ha avuto nell’ ambito dei rapporti più intimi. In effetti, fra il giulivo Giulio e la procace Flavia, di intimità sessuale ce n’è poca, di condivisione affettiva ancora meno. La reciproca sopportazione non fa una coppia. Si creano intrecci che potrebbero essere tipici di una commedia americana, ma ci pensa la madre di Giulio (interpretata con vigore da Gabriella Di Luzio) a ricordarci con simpatia che siamo in Italia. E’ una madre tradizionale, scaltra, di cuore napoletano.

Il testo dell’opera, fra battute e continui riferimenti a elementi “pop” della realtà quotidiana, ironizza sulle debolezze umane. I colori caldi di scenografie e luci illuminano un mondo in cui l’ estetica la fa da padrone. Gli aspetti sensoriali e sensuali sono sempre in primo piano e non è casuale che vengano ripetutamente menzionati alcuni profumi. Un divano troneggia al centro del palcoscenico ed è testimone muto di scenate e tradimenti. Lui non fa e non dice, mentre i protagonisti fanno e dicono. Nessuno pare aver compreso che: “Sofà... ma non si dice!”.

SCRITTO E DIRETTO DA: Salvatore Scirè

INTERPRETI:Gabriella Di Luzio, Fabrizio Ughi, Federica Colucci, Barbara Nocco, Maria Luce Pittalis

SCENE: Riccardo Polimeni

LUCI E FONICA: Federico Millimaci

GRAFICA: Matteo Nardone

ORARI: tutte le sere alle 21, domenica alle 18, lunedì riposo.

INFORMAZIONI: www.teatrotestaccio.it  Telefono: 065755482

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