Lunedì, 30 Novembre 2015 09:43

Teatro Argentina. Cosimo Cinieri in “Pier Paolo poeta delle ceneri” 



Scritto da

ROMA - Da spettacolo a video-opera. Pier Paolo Pasolini secondo Irma Immacolata Palazzo insieme al compianto Gianni Borgna per la co-scrittura drammaturgica e a Cosimo Cinieri per l'interpretazione diventa PIER PAOLO POETA DELLE CENERI, un'operazione performativa firmata nelle immagini insieme a Giannantonio Marcon e con le installazioni di Max Ciogli che, insieme ad un elaborato live di musica formato da un organico di sei musicisti, mette a nudo le azioni in versi del grande regista, autore e drammaturgo di cui quest'anno si celebrano i 40 anni dalla morte.


Dall'apprezzato spettacolo andato in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 25 aprile 2012, la stessa regista - insieme a Marcon - ha rielaborato dunque una performance videografica che gode di una propria autonomia estetica e di un originale temperamento cinematografico. La macchina a spalla, così come amava girare Pasolini con la sua Arriflex, ha consentito di vivere dall’interno i versi, la voce, il canto, le immagini, le azioni, la musica fondendoli in un magma che esalta il paesaggio poetico di Pasolini e che verrà presentato in tre date, sempre di martedì,  al Teatro Argentina di Roma rispettivamente l'1, il 15 e il 29 dicembre.

Dal testo critico di Gabriella Palli Baroni sullo spettacolo “Pier Paolo Poeta delle ceneri”:
È grande l’emozione che, sin dal titolo Pier Paolo poeta delle ceneri, ci comunica la video-opera ideata da Irma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna e firmata per la regia teatrale da Irma Immacolata Palazzo, e per il video insieme a Giannantonio Marcon. Emoziona per la drammatica e altamente lirica voce narrante di Cosimo Cinieri; per l’intensità del dettato e la bellezza e potenza dei frammenti tratti dalle opere di Pasolini in prosa e in versi; per l’originalità dell’idea registica; per l’installazione di Max Ciogli; per le scelte musicali e per gli elementi scenografici di Benedetti Corcos infine: altari-teatrini,  lampadine prima colorate da balera poi bianche, bandiere rosse stracciate, travestimenti (l’angelo nero di Gianni De Feo, comprimario con Marcello Maietta), camera e cameraman  in scena e in movimento, una lingua di sabbia. 
Poche volte abbiamo ascoltato e partecipato con tanta vicinanza ad una lettura poetica che qui diviene azione teatrale, pur conservando gli spazi e i tempi del vissuto che si è fatto poesia. Ma sorprende anche la scelta degli scritti, tra i più alti di Pasolini, “brandelli” che appaiono rinnovati e trasfigurati in Cinieri, voce e volto e persona, che dà sostanza e corpo sonoro alle parole del poeta e esalta e potenzia la musica dei suoi versi. 
Pasolini aveva pensato di intitolare col semplice Le ceneri il libro che poi divenne Le ceneri di Gramsci. Anche una sua autobiografia in versi, pubblicata da Archinto nel 2010, si intitolò Poeta delle ceneri. “Ceneri” era il termine che, più d’ogni altro, racchiudeva in sé il pensiero della morte e segnava tutto il suo cammino d’artista: che altro dice la sua opera - di poesia, di saggistica, di teatro, di cinema - se non l’itinerario arduo e doloroso di Pasolini poeta, la divisione intimamente e dolorosamente sentita tra valori di un vecchio mondo, che non si vogliono perdere, ma che vanno modificandosi e spegnendosi, e il nuovo, che ne è oscura conseguenza e tradimento? 
Le parole di Pasolini, tratte dai suoi libri, scorrono in un piano-sequenza “potenzialmente infinito”, come potenzialmente infinita era la sua idea di cinema; scorrono intensamente vere e profonde, incise, si direbbe, nella  maschera forte e antica di Cosimo Cinieri, e fermano sulla scena il colore del tempo, il calore della vita, il dolore della perdita, il conflitto tra passato e presente, la complessità e la conflittualità dell’esistenza, i tragici mutamenti sociali, lo sfiorire della bellezza di un mondo agreste che le lucciole testimoniavano; il pensiero della morte e di sé “scheletro / senza neanche nostalgia del mondo”.
Si veda, in apertura, Cosimo di spalle con il maglione verde di Pasolini trovato la notte della sua morte: avvia dal “vuoto”, lasciato dal poeta, un piano sequenza aperto “all’infinito”, su cui si innestano i frammenti della sua storia di uomo e di autore: la fisicità estrema; il disgusto per la folla; il sentirsi indifeso e inerme; il rifiuto di un mondo che coniuga possesso e distruzione; e, a ritroso nel montaggio, l’angelo nero irridente di Ninetto; l’unione affettuosa e ineluttabile con la madre (“Saremo insieme, / presto, in quel povero prato gremito / di pietre grige”) e il sacro (Cristo), in cui si manifestano scandalo, verità e risurrezione. E ancora: la diversità che spinge ai margini e l’inferno neocapitalistico; il sogno di una gioia che sola può aprire una stagione di «dolore armato»; la denuncia delle stragi (“Io so…io so…io so”) e la rivolta antiborghese; l’utopia di un mondo nuovo (l’Africa) e la poesia “incivile”; il teatro e la scoperta del cinema. Sono tutti i temi che la sapiente regia di Irma Immacolata Palazzo ha riversato in un’opera che unisce lo scavo nella storia di Pier Paolo, “vissuto dentro una lirica”, al teatro di parola e alla visività, che la musica, ora popolare ora sublime, mette in risalto e accompagna. Che sia poi il campo di lucciole, con le piccole luci bianche della scena, a chiudere una festa paesana è commovente fondale per un addio, che vede Cosimo Cinieri prostrato allontanarsi nel buio. Con le parole di Edipo re, che richiamano Elliot: “Sono giunto. La vita finisce dove comincia”.

Video-opera di
IRMA IMMACOLATA PALAZZO
e GIANNANTONIO MARCON

Teatro Argentina
SALA SQUARZINA
Largo di Torre Argentina, 52, Roma

Ingresso libero

Coordinatore Prof. Gianfranco Bartalotta

con
COSIMO CINIERI

GIANNI DE FEO

MARCELLO MAIETTA

Direzione, orchestrazione, pianoforte - DOMENICO VIRGILI
Batteria e percussioni - MARCO ARIANO
Contrabbasso - ROBERTO BELLATALLA
Flauto e sax - PIERO BRONZI
Violino - CARLO COSSU
Fisarmonica - MARCELLO FIORINI
Chitarra classica ed elettrica - ANTONIO IASEVOLI

Installazione - MAX CIOGLI
Pittore-scultore - GIANCARLINO BENEDETTI CORCOS
Scenografia - FABIANA DI MARCO
Costumi - GIAN MARIA SPOSITO
Foto di scena -  DANIELE LANCI
Video - GIANNANTONIO MARCON
Drammaturgia - IRMA IMMACOLATA PALAZZO e GIANNI BORGNA
Regia teatrale - IRMA IMMACOLATA PALAZZO

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Poesia

Non è semplice farsi amare

Mi perdo in questo parlare di voci insolenti di me che sono il loro ultimo pensiero.

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

Un mondo scomparso

Contadini un mondo scomparso. I “contadini che siamo stati.”

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Opinioni

Venezia 2019. Un libro su “I Cannibali”, un premio e un buon bicchiere di vino

Le donne del vino, UNIROMA3 e il Centro Studi di Psicologia dell'Arte e Psicoterapie Espressive per il Premio Gregorio Napoli 

Paola Dei -  Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI - avatar Paola Dei - Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI

Venezia 76. Pre-apertura con Ecstasy e il primo nudo integrale

VENEZIA - Correva l’anno 1932, il cinema si stava affermando alla grande, le platee si allargavano a vista, ma non era tutto rose e fiori. Non mancavano i problemi: gli...

Sandro Marucci - avatar Sandro Marucci

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]