Lunedì, 13 Giugno 2011 18:30

Il Teatro Vascello ravviva le fioche luci della ribalta

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ROMA -  “Il teatro non deve essere monotono, non deve essere convenzionale. Deve essere inatteso. Il Teatro ci guida alla verità attraverso la sorpresa, l’eccitazione, i giochi, la gioia. Rende passato e futuro parte del presente”. Con queste parole, di Peter Brook, Manuela Kustermann, in veste di Direttrice artistica del Teatro Vascello, ha aperto oggi la conferenza stampa per la presentazione della stagione di prosa 2011-2012. Nella sala stampa, allestita nel foyer del teatro, gli eccitanti echi delle prime notizie sui Referendum, che filtravano, venivano attutiti dalla passione, per tutto ciò che è rappresentazione scenica, che si respirava nella sala gremita di, attrici, ballerini, registi, coreografe e giornalisti.


Il programma, presentato dalla Kustermann e dai rappresentanti dei vari spettacoli che si terranno nella prossima stagione teatrale, è incredibilmente importante e coraggioso, soprattutto per la sua molteplicità degli stili rappresentativi che si alterneranno: teatro, danza, opera concerto, messe in scena per bambini come “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, tratto da un racconto di Sepulveda, e la celeberrima “Bella e la Bestia”.
In questa stagione teatrale, il cartellone del Vascello sarà popolato da nomi che hanno fatto la storia della letteratura e del teatro, come Shakespeare, “Sonno di una notte di mezza estate”, “La madre” tratto dall’opera di Camus “Il malinteso”, “Il processo” di Kafka, e la scena verrà calcata da grandi attori prima fra tutti Manuela Kustermann, e poi Fabrizio Gifuni, Alberto Di Stasio e altri attori e ballerini, noti e meno noti, tra i quali molti moltissimi giovani provenienti da scuole importanti, come l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’amico”.
Vi sono stati anche interventi che hanno ricordato le difficoltà prodotte soprattutto da pagamenti che le istituzioni preposte posticipano all’infinito, tagliando le gambe a teatri e produttori i quali vengono così messi in ginocchio proprio da coloro, che dovrebbero invece incentivare la cultura. Ma forse questi enti avranno udito la vocina del loro ‘capo’ cassiere, con la erre moscia, che ripeteva: “La cultuva non sevve a niente”.

Ma questo clima di ostilità alla cultura non ha adombrato questo incontro dal quale sono usciti invece molti spunti interessanti come quando Alberto Di Stasio, che sarà, con la Kustermann, l’interprete principale di “Don Giovanni” di Moliere, ha parlato della recitazione non come mera mimesis, ma come “evocazione di qualcosa che è successo all’attore”, come un’emozione o qualche modo di essere di un tempo, che rimasto imprigionato nella memoria, riemerge nella rappresentazione scenica.
D'altronde si parlava dell’arte teatrale che, come scriveva Gorgia, nel quarto secolo a. C. “Con i suoi miti e le sue passioni (…) produce quell’inganno in rapporto al quale chi sa ingannare è più onesto di chi non sa ingannare, e chi si lascia ingannare è più saggio di chi non si lascia ingannare”. Frase sibillina e forse incomprensibile … per il nostro ministro della cultura.
Si è parlato anche degli abbonamenti vantaggiosissimi che il Teatro Vascello offre agli spettatori. Si può scegliere in un vasta gamma a bassissimo costo che comprende varie possibilità. Gli abbonamenti sono tutti al costo di 60 euro e si possono acquistare in vari pacchetti che variano dal FISSO a 6 spettacoli fissi , al OPERA CONCERTO, 4 opere, dal CARNET Libero, con 5 spettacoli a scelta tra teatro e danza, ad altre soluzioni come quella ghiottissima che il Vascello ha messo a punto, in sinergia con il Teatro Eliseo e il Teatro Palladium, e che si chiama IN RETE: 6 spettacoli, a scelta, due per ogni teatro.
Altre notizie sugli spettacoli e sugli abbonamenti le potrete trovare chiamando i numeri di telefono 06.58.81.021 – 06.58.98.131,  o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ,  o visitando il sito www.teatrovascello.it.
E buona stagione teatrale a tutti.

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