Giovedì, 05 Aprile 2018 17:51

“D’estate con la barca”: amore e morte in ricordo di Patroni Griffi

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GAIA APREA in D'estate con la barca -  foto di Fabio Donato GAIA APREA in D'estate con la barca - foto di Fabio Donato

Porta, con merito, il suo nome, il teatro romano che ha diretto: il Piccolo Eliseo Patroni Griffi. Ed è proprio in questi giorni che una rassegna di spettacoli dal sapore primaverile scritti dal celebre commediografo (celebrato inoltre con un famoso festival per ragazzi) è in scena al Piccolo Eliseo.

Dal 4 all’8 aprile, un assaggio della sua produzione teatrale con “D’estate con la barca”: un monologo di Gaia Aprea, eccellente attrice e danzatrice napoletana. Un racconto di esordio, pubblicato nel 1955, su due coppie di liceali appena licenziati nella prima estate da grandi, dove l’amore si consuma per la prima volta, cullato dalle onde del mare, al riparo da occhi indiscreti. Nascono, per caso e frutto degli entusiastici slanci, sentimenti autentici e conoscenze amorose che influenzeranno per sempre i ragazzi, sospesi tra la gioia della scoperta, la sete di conoscenza e il timore del futuro. 

Gaia Aprea campeggia su una barca, con lunghi remi sospesa su un grande schermo a led, che proietta e imita i guizzi del mare. Interpreta, a turno, entrambe le giovani coppie: neodiplomati, che escono in barca, per trovare un luogo appartato per sognare e vivere la preziosa intimità di nascosto, al largo della costa di Posillipo. 

E la Aprea con dimestichezza e fluidità prima è Giulia “la bellissima sirena” il cui corpo al sole si disperde nello scintillio di mezzogiorno in “tanti bagliori strepitanti”; poi è Enrico, impaziente di dare sfogo a un sentimento autentico e non solo mera urgenza fisica; dall’altra Luisa, una timida ragazza alle prime armi con Mario, un bellimbusto del suo ex liceo, tremendamente simpatico e impertinente. E si immedesima a tal punto da muoversi nella sua barca fantasiosa, come Giulia, con gesti suadenti e poi come Luisa, più timida e impacciata; tale è l’effetto mimetico accentuato dal blu proiettato da sentirci tutti ancora alla fine del liceo, ancora neomaggiorenni dalle belle speranze e fiducia nei futuro.

Ma ecco, che la leggerezza e la levità lasceranno il posto alla realtà: uno squarcio di cruda verità che ci strapperà dal sogno per riportarci nel dramma, con un vero colpo da maestro di Patroni Giffi, ripreso sapientemente da Luca de Fusco, eccellente regista napoletano che bruscamente interrompe il paradisiaco momento con l’ineluttabilità del destino. 

Spiega il regista: “Nel finale, con un vero colpo di scena tipico del teatro, il racconto si capovolge: smette i suoi panni ingannevoli di leggerezza e mostra la sua vera faccia. Quella che associa l’amore con la morte, il mistero dell’attrazione erotica come rischio e inizio di perdizione, rivelando l’impronta di quello che sarebbe divenuto lo stile di Patroni Griffi. Ho cercato di assecondare questo strano andamento, che nell’ultima mezza pagina capovolge il senso dell’intera opera”.

Un’imperdibile ora per sognare, per tornare al liceo, per vibrare di autentica felicità per lo spazio di un giro in barca reale o immaginario. 

Al Piccolo Eliseo dal 4 all’8 aprile 

“D’estate con la barca”

di Giuseppe Patroni Griffi

regia Luca De Fusco

Con Gaia Aprea

Scene Luigi Ferrigno

Costumi Zaira de Vincentiis

Disegno luci Gigi Saccomandi

Musiche Ran Bagno

Realizzazione video: Alessandro Papa

Produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

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