Sabato, 27 Ottobre 2018 23:15

I Miserabili: redenzione e commozione con un immenso Franco Branciaroli

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“I miserabili”: monumentale opera di Victor Hugo del 1862 di oltre 1.500 pagine, racconta il dramma degli ultimi per la prima volta in scena al Teatro Quirino di Roma, per la regia di Luca Doninelli.

La storia di Jean Valjean, galeotto, ridotto ai lavori forzati per aver rubato un tozzo di pane, che riscatta la sua cattiva sorte con una generosità senza eguali nei confronti di vittime e carnefici e redimendosi al servizio degli ultimi. Commuovente il suo amore per l’orfana Cosette, alla quale consacrerà la sua vita e i suoi sacrifici, per onorare il giuramento fatto a una derelitta, sul letto di morte.

Un personaggio a tinte forti, misericordioso coi più deboli, giusto coi criminali, dalla forza incredibile e l’indole taciturna interpretato in maniera magistrale da Franco Branciaroli. Immenso nella gravità dei movimenti, delle pause cadenzate, dall’aspetto monumentale - che riecheggia nella corporeità e nel ritmo Gerard Depardieu– con la sua cifra distintiva, capace di esprimere ironia e forza allo stesso tempo, con introspezione e leggiadria ineguagliabili.

«Non mi sono ispirato a nessuna delle precedenti versioni cinematografiche – ribadisce l’attore – pur sottolineando una predilezione per Jean Gabin». In tanti a omaggiare il maestro la notte della prima, in pochi a capire fino in fondo la qualità di una pièce di quasi tre ore: un classico della cultura popolare, tra la restaurazione postnapoleonica alla crisi monarchica del 1832. Un romanzo epico - “I miserabili” - che attraverso le vicende dei suoi personaggi rivive un ventennio cruciale di storia francese. In realtà, non sono oggi così lontani gli echi rivoluzionari e sociali, in un’epoca in cui la precarietà sociale ed economica hanno occupato il posto dei valori rivoluzionari e politici: generazioni dimenticate e ammansite dalla cultura pop, tra reality e social network. Tutti “più miserabili” ma inconsapevoli, sospesi in una realtà virtuale più che reale, in uno stato di cosciente dormiveglia. 

Ed appunto, a tutti – giovani e non -  che consiglierei la pièce, che del riscatto sociale fa il suo tema principe. E alla giustizia terrena contrappone la giustizia divina – la manzoniana provvidenza – in una continua lotta tra il bene e il male – che si acquieta nella consapevolezza dell’umana caducità. 

Alla perfezione incarna il dissidio tra il bene e il male, norme etica: il personaggio di Javert – con uno straordinario Francesco Migliaccio – un commissario di polizia acerrimo nemico di Jean Valjean, che ha consacrato la vita alla caccia all’uomo, intriso di risentimento e negatività sino a toccare con mano la generosità infinita del forzato, che riflette l’inesauribile munificenza divina. Eroe e antieroe, conforme alla legge ma spietato con gli umani, fino al risveglio della coscienza e alla riflessione sul senso vero di giustizia.

È proprio il caso di dire, buona la prima, per il regista Franco Però, direttore del Teatro Politeama di Trieste, che riportando a teatro “I miserabili” grazie al sodalizio artistico con lo scrittore Doninelli – autore dell’adattamento - ha vinto la sua personale sfida: rendendo un classico fruibile al grande pubblico, senza snaturarne i valori.

È sua l’idea: «Una scelta venuta da sé, dal momento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, tra chi è inserito nella società e chi ne è ai margini”: I miserabili è davvero un fiume in piena di cui restituiremo soltanto un’onda o poco più, contenendo però, nel ventre, ciò che non può raccontare. La storia di Jean Valjean, di Fantine, di Cosette, Javert, di Marius e degli studenti rivoltosi, è ripercorsa il più possibile per intero, individuando la metonimia per restituire il significato, il colore e l’emozione di questa sterminata sinfonia» . 

Centoquaranta minuti di un’eccellente prova artistica, tra ben congegnati cambi di scena e altrettanti armoniosi salti temporali, diletteranno lo spettatore, tra suspense e commozione senza eguali. 

Dal 23 ottobre al 4 novembre al Teatro Quirino di Roma

I miserabili

di Victor Hugo

regia di  Franco Però, adattamento teatrale Luca Doninelli.

Con Franco Branciaroli Alessandro Albertin Silvia Altrui

Filippo Borghi Romina Colbasso Emanuele Fortunati Ester Galazzi Andrea Germani Riccardo Maranzana Francesco Migliaggio Jacopo Morra Maria Grazia Plos Valentina Violo

Una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,

CBT Centro Teatrale Bresciano e Teatro degli Incamminati.

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