Giovedì, 16 Febbraio 2012 14:28

Berlinale 62. “The summit” di Fracassi e Lauria, sul tragico G8 genovese

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BERLINO (dall’inviato) - Alla Berlinale è stato presentato, in Panorama Dokumente, “The Summit” di Franco Fracassi e Massimo Lauria, che unisce testimonianze, interviste, materiale inedito ed esperienza diretta dei registi, di alcuni ragazzi della Diaz, del deputato tedesco Hans-Christian Stroebele e del giornalista britannico Mark Covell,  in quei giorni al G8.



“Abbiamo voluto realizzare questo documento non solo per assumerci in prima persona la responsabilità, che tutti abbiamo, di dare e avere un’informazione corretta, ma anche per lasciarne una testimonianza alle nuove generazioni”. Un impegno del quale Franco Fracassi si è fatto carico portandosi dietro a Berlino il figlioletto Edoardo di meno di un anno, che non ha mancato di “farsi sentire” alla conferenza stampa,  “anche lui è emozionato” ha commentato scherzando suo padre.

Come emozionati erano i numerosissimi tedeschi - non bisogna dimenticare che una loro giovane connazionale è tra le vittime delle violenze subite dalla polizia alla Diaz - presenti all’incontro anche i  testimoni delle tragiche ore del G8 genovese. Fracassi e Lauria hanno voluto sottolineare come nel documentario si possono ascoltare per la prima volta le intercettazioni telefoniche tra i poliziotti durante le “operazioni” (“speriamo che muoiano tutti queste zecche bastarde” dice una voce “intanto uno è già...” risponde un’altra) e anche” le dichiarazioni di alcuni di loro rese in forma non ufficiale, senza che ne mostrassimo i volti o dessimo indizi che permettessero il riconoscimento”.

Nel documentario viene dedicato ampio spazio anche ai famigerati Black Block: “Arrivavano, agivano e scappavano senza che i poliziotti tentassero di fermarli, di arrestarli. Nessuno di loro è mai stato identificato” hanno lamentato Fracassi e Lauria,  che nelle riprese durante gli scontri evidenziano la presenza di provocatori di professione.

Alla proiezione di “The Summit” era presente una rappresentante di Amnesty International che ha ricordato come l’organizzazione persegua,  da tempo, una battaglia per ottenere che ogni agente delle forze dell’ordine abbia un numero identificativo ben visibile sulla divisa. Una norma che in Germania dovrebbe essere adottata tra non molto.


The summit - Trailer

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