Beniamino Conforti

Beniamino Conforti

ROMA - Sabato 24 maggio i Faberi metteranno in scena, presso il teatro Mongiovino di Roma  (via Giovanni Genocchi 15), uno spettacolo musicale che approfondisce la vita e l’opera di Fabrizio De André.

ROMA -   Un incidente automobilistico di cui vediamo nulla e sappiamo poco ha sconvolto la vita di Geni. Nonostante le cure fisioterapiche e le visite psichiatriche Geni non torna ad essere quella di prima. La sua vita sembra non appartenerle più. Abbandona il lavoro e mostra segni di evidente disagio benché tutti "vogliano il meglio per lei". Il marito tenta di riportarla pazientemente sulla “retta via” ma i risultati appaiono insoddisfacenti. L' incontro con Manola, amica storica con la quale aveva perso i contatti da anni, dà a Geni nuova linfa vitale. Forse Manola incarna l'ideale di vita avventurosa a cui lei non ha mai dato il giusto spazio.

ROMA - Nel 1999, in una giungla delle Filippine, un improvviso cedimento del terreno riporta alla luce una gigantesca carcassa ed una strana spora che si nutre di energia prodotta dall’ uomo. Quindici anni dopo, in Giappone, dalla spora prende vita un temibile mostro “aracniforme” che semina il panico. Il peggio deve ancora venire poiché questo esemplare maschio emette un richiamo che risveglia un esemplare femmina, ancor più mastodontico e letale. Pensate che manca all’appello ancora un mostro: Godzilla. 

ROMA - Will Caster (Johnny Depp) è uno dei maggiori esperti mondiali nell’ ambito dell’ intelligenza artificiale. E’ intuitivo, innovativo, ha una grande passione per la scoperta. Tramite il nuovo sistema computazionale “Pinn” è vicino a risolvere l’eterno dilemma sull’ origine del fenomeno che chiamiamo “coscienza”.

ROMA - In una giornata uggiosa il signor Seligman rinviene per strada una ragazza priva di sensi di nome Joe. Lui si  prende cura di lei e Joe decide di raccontargli la sua vita. Si presenta come una ninfomane, precisa di essere una persona indegna di qualunque stima e inizia a parlare delle sue vicissitudini esistenziali partendo da quando, da bambina, scoprì i segreti del suo corpo.

Tratto dal primo capitolo della trilogia di successo ideata dalla giovane scrittrice Veronica Roth.

TRAMA - Primo secolo dopo Cristo: Nella lontana Britannia, ai confini dell’impero romano, il piccolo celta Milo assiste allo sterminio della sua gente. Il dolore si trasformerà in rabbia e in abilità di lotta.

ROMA - Steve e Liza stanno per sposarsi ma l’alcool gioca brutti scherzi e Steve si sveglia in una camera d’albergo che non è la sua, in compagnia di una donna che non è Liza. Il peggio è che stanno arrivando i testimoni di nozze ed i parenti della futura sposa per festeggiare il lieto evento programmato.

ROMA - Tratto da una storia vera. Nella New York del 1840 Solomon Northup è un uomo libero e felice. Ha una splendida famiglia e una passione per la musica che pare possa tramutarsi in un’ opportunità di successo. Tuttavia ha la pelle di colore scuro, una peculiarità che porta con sé molti rischi. Alcuni personaggi ambigui approfittano della sua genuina semplicità e lo fanno precipitare velocemente in un incubo. Solomon si ritrova incatenato e viene venduto come schiavo a ricchi proprietari terrieri del sud. Lo aspetta una lunga odissea, segnata da sofferenze fisiche e psicologiche al limite delle possibilità di sopportazione umana.  

Il film di Steve McQueen è una discesa agli inferi di particolare forza emotiva ed espressiva. Le immagini rendono espliciti i concetti con particolare efficacia. La drammatica rappresentazione di una fustigazione che lacera la pelle mostra il potere arbitrario dell’ uomo sull’ uomo. Vedere Solomon che si contorce nel tentativo di sfuggire alla costrizione delle catene ci ricorda il valore fondamentale della libertà, e stiamo parlando della semplice libertà di movimento. Quando viene venduto come schiavo entra poi in un microcosmo in cui la dignità umana non ha cittadinanza e ciascuno vale soltanto in base a quanto riesce a produrre per gli altri. Solomon è stato spogliato della sua identità ed è divenuto una semplice merce. Nella scena più drammatica del film (valutazione assolutamente personale) è costretto a bruciare una lettera e a rinnegare se stesso. Per rimanere a galla in questa realtà bisogna diventare chi i padroni vogliono che tu sia. Solomon tuttavia non si identifica mai con questa condizione. Intimamente continua ad essere un uomo libero, capace di pensiero autonomo, in grado in ogni circostanza di difendere il proprio valore di essere umano. La seconda parte del film vive del potente contrasto fra la forza silenziosa e pacata di Solomon e la debolezza rumorosa del suo aguzzino Edwin Epps. Edwin, interpretato da Michael Fassbender, esibisce la sua feroce follia per nascondere una fragilità che si delinea progressivamente con precisione. E’ libero in superficie, schiavo ad un livello profondo. L’esatto contrario di Solomon. La forza dell’opera è data proprio dalla vividezza dei personaggi che riesce a creare. Il contributo decisivo è fornito dagli attori: Chiwetel Ejiofor è fantastico per il 90% del film (un po’ stucchevole nel finale?), Michael Fassbender si conferma fra i migliori attori del mondo, Lupita Nyong’ O è il volto e il corpo della sofferenza più dura, Brad Pitt è un meraviglioso rivoluzionario senza luci della ribalta. Steve McQueen usa la spada e il fioretto alternando immagini dure come il diamante ad inquadrature che hanno l’ eleganza di una danza. Può permettersi un passo lento perché l’intensità cattura l’attenzione dello spettatore per l’intera durata del film. L’opera è espressione di un’ arte cinematografica che, come il suo protagonista, vuole vivere, non sopravvivere. E’ il cinema da gustare al cinema, nonostante le stupide locandine italiane riescano perfino a rinnegare l’essenza del film.

 

 

 

REGIA: Steve McQueen

ATTORI: Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Lupita Nyong’ O, Brad Pitt

 SCEGGIATURA: John Ridley 

FOTOGRAFIA: Sean Bobbitt

 PRODUZIONE: USA

GENERE: Drammatico, Biografico

 DURATA: 133 minuti

USCITA NELLA SALE: 20 Febbraio

 

12 anni schiavo - Trailer

 

ROMA - Dopo il successo estivo in terra abruzzese lo spettacolo, scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore, è andato in scena al teatro Ghione di Roma. L’ opera ci riporta ai primi giorni di settembre del 1943 e racconta della tormentata prigionia di Mussolini a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. Sono giorni in cui si decide il futuro dell’asse con la Germania, le sorti dell’Italia ma anche il destino personale del duce. “Operazione quercia” è il nome dell’azione militare messa in atto dai tedeschi con l’obiettivo di liberarlo. 

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