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Festival di Cannes

CANNES (nostro inviato) - E’ sempre un evento assistere a un film giapponese per l’esotismo di una cultura diversa dalla nostra. In “Netemo Sametemo (Asako I & II) ” di Ryusuke Hamaguchi tutto ha una misura e una musicalità inconfondibile e propria. Spicca l’eleganza del protagonista, l’attore e modello Masahiro Higashide, la grazia della co-protagonista Erika Karata.

CANNES (nostro inviato) -  Il ventenne ed esordiente Adriano Toniolo veste i panni di “Lazzaro felice”, candido legato alla terra che coltiva, di cui si nutre e per cui soffre: per lui il senso della vita è viverla in armonia con il creato.

CANNES (nostro inviato) Un’ovazione da parte della stampa internazionale ha accolto “Girl”, opera prima del ventiseienne fiammingo Lukas Dhont, l’interprete è Victor Polster, adolescente bravissimo anch’esso al debutto. Film che concorre nella sezione parallela “Un certain regard” e parla dei tormenti di un transgender. Tra i critici “Le Figaro” si è spinto a definirla la vera sorpresa di Cannes.

Mezzo secolo fa, nel tormentato 1968, andavamo al cinema a vedere un film che ci lasciava tutti a bocca aperta: 2001 Odissea nellospazio, il capolavoro di Stanley Kubrick, “il film di fantascienza – come ebbe giustamente a definirlo Morando Morandini - più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto”.

CANNES (nostro inviato) -  “Le livre d’image” di Jean Luc Godard è un’opera divisa in cinque capitoli, sorta di collage, Blob d’autore, rielaborazione di figure prese dalla storia del cinema, della fotografia e della pittura negli ultimi 200 anni.

CANNES – Kirill Serebrennikov, regista di “LETO”, in italiano L’estate, non è potuto essere a Cannes perché agli arresti domiciliari in patria per problemi legati al fisco, alcuni affermano si tratti di un pretesto del governo per far tacere un dissidente scomodo.

CANNES (nostro inviato) - Su una Croisette tanto stracolma che gli addetti ai lavori hanno difficoltà a raggiungere il desk per ritirare gli accrediti, con i quali non riescono poi a vedere le proiezioni perché da quest’anno sono state abolite quelle solo per alla stampa, c’è sempre la possibilità di assistere alle proposte più innovative del cinema lontano, attraverso cui sentire il polso del pianeta. Nella sezione “Un certain regard” ci arriva “Rafiki”, in inglese Friend, di Wanuri Kahiu, un esempio di sostanza del cinema africano.

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